Ricerca e innovazione: l’Ocean Stewardship Fund del MSC finanzierà decine di progetti in tutto il mondo per la pesca sostenibile e la conservazione marina

L’Ocean Stewardship Fund del Marine Stewardship Council (MSC) ha appena destinato oltre 2 milioni di dollari a 85 progetti per la conservazione marina e la promozione della pesca sostenibile.
Tra i progetti selezionati dall’OSF in tutto il mondo, una possibile soluzione per evitare le catture accessorie di foche in Africa e l’introduzione di una strategia di pesca basata su dati scientifici per la tutela degli stock di tonni bianchi nell’Atlantico meridionale. Ma anche uno studio a lungo termine sulle dinamiche di popolazione di una specie di polpo californiano, una ricerca sulle sardine iberiche e un progetto per registrare meglio le catture accessorie di squali nell’Oceano Indiano.
Pesca sostenibile: il ruolo del Marine Stewardship Council
Il Marine Stewardship Council (MSC) è un’organizzazione no-profit che stabilisce degli standard riconosciuti a livello mondiale per la pesca sostenibile: la certificazione MSC, un piccolo pesce bianco su un ovale blu, è la più diffusa al mondo.
Attualmente, il 16,5% del pescato globale è certificato MSC. 716 attività di pesca in 63 Paesi del mondo sono impegnate nel programma MSC. Le pescherie certificate sono 572 e altre 25 sono in transizione verso gli standard MSC. Il peso totale delle catture che avvengono all’interno del programma è di 15.480.000 tonnellate, pari al 19,3% di tutte le catture marine selvatiche.
Il MSC non è esente da critiche, soprattutto su un possibile conflitto di interessi nel suo modello commerciale, che prevede il pagamento di royalties per l’uso del marchio, ma è universalmente considerato il “gold standard” dei prodotti ittici sostenibili. Il pesce certificato viene catturato seguendo delle linee guida precise, che vanno dal non abbandonare l’attrezzatura da pesca in mare al seguire delle strategie di pesca in linea con la conservazione degli stock ittici più problematici.
Come hanno più volte spiegato scienziati e associazioni ambientaliste, si potrebbe fare di meglio per proteggere la fauna selvatica, per esempio adottando standard più rigorosi che impediscano la certificazione di specie cruciali come il krill dell’Antartide o in pericolo come il salmone rosso della British Columbia e adottando misure più severe per contrastare le catture accessorie.
D’altro canto, diversi studi, tra cui un report commissionato dal WWF, hanno concluso che lo standard MSC è il più conforme ai criteri internazionali di sostenibilità. In sostanza, si potrebbe fare di più, ma al momento il MSC è il meglio che abbiamo, almeno in termini di etichette.

MSC: 2,2 milioni di dollari per 85 progetti in tutto il mondo
Per sostenere le imprese nella transizione verso una pesca più sostenibile, nel 2018 MSC ha istituito l’Ocean Stewardship Fund (OSF), che ha lo scopo di finanziare la ricerca e i progetti che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Ogni anno, il 5% delle entrate derivanti dalle licenze MSC viene destinato alle attività dell’OSF.
Qualche giorno fa il Fondo ha comunicato di aver assegnato 2,2 milioni di dollari a 85 progetti in tutto il mondo, risorse che saranno destinate a operatori commerciali, ONG e ricercatori impegnati nella pesca sostenibile e nella protezione degli oceani.
In Namibia, MSC sosterrà un progetto del biologo tedesco Thomas Götz per la protezione delle foche: guidati da Götz, scienziati e ingegneri stanno testando l’uso di una tecnologia di segnalazione acustica che potrebbe dissuadere le foche ad avvicinarsi troppo alle lenze e alle reti per la pesca al nasello.
Come ha spiegato Götz, biologo acustico specializzato in mammiferi marini,
“La nuova tecnologia potrebbe offrire una soluzione sostenibile agli annosi conflitti tra uomo e fauna selvatica e contribuire a conciliare il bisogno umano di cibo e reddito con la conservazione della fauna selvatica e l’uso responsabile dell’ambiente”.
Oltre a prevenire le catture accessorie delle foche durante la pesca al nasello in Namibia, la ricerca fornirà spunti e strumenti che potranno essere trasferiti ad altre attività di pesca in zone in cui vivono foche o specie simili.

Salvaguardia degli stock e monitoraggio delle catture accessorie
Nell’Atlantico meridionale, l’Ocean Stewardship Fund sosterrà una promettente collaborazione intercontinentale per combattere il sovrasfruttamento degli stock ittici altamente migratori: cinque pescherecci di tonno bianco certificati MSC stanno già lavorando con diverse ONG ambientaliste e un’organizzazione intergovernativa per introdurre una strategia di pesca a livello di stock, basata su dati scientifici, per questa specie ittica altamente migratoria.
L’obiettivo è garantire la sostenibilità e la resilienza a lungo termine dello stock di tonno bianco nell’Atlantico meridionale e, allo stesso tempo, sviluppare un modello di gestione degli stock e di regolamentazione della pesca da cui possano trarre beneficio anche altre regioni del mondo.
Come sottolinea Shana Miller di The Ocean Foundation, organizzazione coinvolta nel progetto,
“Il sostegno di MSC ci aiuterà ad applicare strategie di gestione sostenibile basate sulla scienza al tonno bianco nell’Atlantico meridionale. Una regolamentazione e un controllo più severi della pesca industriale, basati su dati scientifici, porteranno la gestione dello stock locale di tonno bianco a un nuovo livello e contribuiranno a proteggere la biodiversità marina e a rafforzare la sostenibilità in un periodo di sfide ambientali”.
Altri progetti finanziati quest’anno includono uno studio a lungo termine sulle dinamiche di popolazione di una specie di polpo californiano, un progetto di ricerca per sviluppare un approccio di gestione basato sull’ecosistema per le sardine iberiche e un progetto per registrare meglio le catture accessorie indesiderate di squali nell’Oceano Indiano.
“Siamo orgogliosi che l’OSF possa sostenere partenariati così trasformativi: da scienziati e pescatori che esplorano insieme soluzioni innovative, a organizzazioni ambientali e intergovernative che collaborano con la pesca per attuare cambiamenti su larga scala nella gestione della pesca”,
ha affermato Rupert Howes, direttore esecutivo del Marine Stewardship Council, congratulandosi con i rappresentanti dei progetti selezionati.
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