L’ammodernamento di un centro di formazione regionale è una scelta chiave nella strategia uzbeka per istruzione tecnica e occupazione

(Foto: UNESCO Tashkent)
La costruzione di una forza lavoro qualificata è diventata una delle leve decisive per sostenere la crescita economica dell’Uzbekistan. In un contesto segnato da trasformazioni industriali, digitalizzazione e riconfigurazione dei servizi, il rafforzamento dell’istruzione tecnica e professionale assume un ruolo strategico. È in questo quadro che si inserisce l’inaugurazione del Centro Regionale di Riqualificazione e Formazione Avanzata di Samarcanda, rinnovato grazie a una cooperazione strutturata tra istituzioni nazionali e partner internazionali.
Il 3 dicembre 2025 il centro è stato ufficialmente riaperto dopo un ampio intervento di modernizzazione promosso dal Ministero dell’Istruzione Superiore, della Scienza e dell’Innovazione, dall’UNESCO e dall’Unione Europea, nell’ambito del progetto finanziato dall’UE “Skills Development for Employability in Rural Areas of Uzbekistan”. L’iniziativa punta a riallineare il sistema di istruzione tecnica e professionale (in sigla TVET) alle esigenze di un mercato del lavoro in rapida evoluzione, con particolare attenzione alle regioni.
Formazione tecnica come infrastruttura dell’innovazione
Il rinnovato centro di Samarcanda nasce con una missione precisa: aggiornare in modo sistematico le competenze degli istruttori industriali e dei docenti specializzati provenienti dai college professionali della regione e delle aree limitrofe. L’assunto è chiaro: migliorare la qualità dell’insegnamento significa incidere direttamente sulla preparazione degli studenti e, di conseguenza, sulla competitività del tessuto economico.
Il programma formativo si fonda su un curriculum strutturato di 144 ore, approvato dall’Istituto per lo Sviluppo dell’Istruzione Professionale, che integra moduli su politiche pubbliche per la formazione, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, sviluppo delle competenze professionali e metodologie di valutazione basate su standard contemporanei. Negli ultimi anni, secondo dati del Ministero, oltre il sessanta per cento dei docenti TVET ha manifestato la necessità di aggiornamenti mirati su didattica digitale e approcci per competenze, un fabbisogno che il centro intende coprire in modo strutturale.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte rappresentanti del governo, della Delegazione dell’Unione Europea in Uzbekistan, dell’Ufficio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura nel Paese e dell’amministrazione regionale di Samarcanda, evidenziando la convergenza istituzionale su un investimento che va oltre la dimensione educativa e tocca politiche industriali e occupazionali.
ICT, intelligenza artificiale e didattica per competenze
Uno degli elementi qualificanti dell’intervento è l’attenzione alle competenze trasversali e digitali. Durante l’evento inaugurale, Christos Marazopoulos, Head of Cooperation della Delegazione dell’Unione Europea in Uzbekistan, ha sottolineato come la partnership miri a rafforzare
“la formazione continua dei docenti su competenze ICT e di intelligenza artificiale, sull’educazione basata sulle competenze e sui sistemi di valutazione, includendo strumenti come i tracer study per misurare l’effettiva occupabilità dei diplomati”.
L’approccio adottato riflette una tendenza più ampia osservabile nei sistemi TVET europei e asiatici, dove l’innovazione non è limitata alle tecnologie, ma investe anche i modelli pedagogici. L’introduzione di metodi di valutazione per competenze e l’uso di dati sull’inserimento lavorativo consentono di adattare i percorsi formativi alle reali esigenze dei settori produttivi, riducendo il disallineamento tra scuola e impresa.
In parallelo, Sara Noshadi, responsabile dell’Ufficio UNESCO in Uzbekistan, ha evidenziato il valore della cooperazione multilaterale, affermando che
“la modernizzazione del centro di Samarcanda dimostra come investire sugli insegnanti significhi investire sull’intero sistema, creando le condizioni per innovazione pedagogica, ricerca applicata e leadership formativa nella rete TVET nazionale”.

(Foto: UNESCO Tashkent)
Nuovi laboratori e apertura ai settori dei servizi più vari
Dal punto di vista infrastrutturale, l’intervento ha incluso la completa ristrutturazione di un laboratorio didattico da 150 posti, trasformato in una Training and Practice Base all’interno del Samarkand Tourism and Cultural Heritage Technical College. Questo spazio consente una formazione pratica avanzata, elemento sempre più centrale nei modelli di apprendimento orientati al lavoro.
Se in passato il centro era focalizzato prevalentemente su discipline ingegneristiche, l’ampliamento della missione rappresenta una novità rilevante. A partire dal 2026, accanto ai corsi tecnici tradizionali, saranno attivati percorsi dedicati a turismo, ospitalità alberghiera, ristorazione, arti culinarie e acconciatura. Si tratta di comparti che, secondo le stime del governo uzbeko, mostrano tassi di crescita occupazionale superiori alla media nazionale e un forte potenziale di assorbimento di manodopera qualificata.
La nuova base formativa avrà inoltre una funzione duale: oltre alla formazione degli istruttori, offrirà ogni anno a oltre 300 studenti del college accesso a strutture aggiornate per la pratica professionale. Questo collegamento diretto tra docenti e studenti rafforza l’ecosistema locale dell’innovazione educativa, favorendo una trasmissione più rapida delle competenze aggiornate.
Un hub regionale in una rete nazionale di scuole tecniche
Il centro di Samarcanda non è un caso isolato. È uno degli otto istituti tecnici rinnovati nell’ambito del progetto finanziato dall’Unione europea ed è stato designato come uno dei quattro nuovi hub regionali del sistema TVET uzbeko. Questa scelta risponde all’esigenza di creare poli di eccellenza capaci di diffondere standard formativi omogenei e di sostenere l’innovazione didattica su scala nazionale.
Negli ultimi tre anni, il Governo di Tashkent ha avviato una riforma profonda della formazione professionale, con l’obiettivo di rendere i percorsi più flessibili, modulari e aderenti ai fabbisogni delle imprese. Secondo analisi recenti del Ministero dell’Istruzione Superiore, oltre il settanta per cento dei datori di lavoro segnala una carenza di competenze tecniche intermedie, un dato che rende centrali investimenti come quello di Samarcanda.
In questa prospettiva, il centro assume un ruolo di snodo strategico tra politiche pubbliche, mondo produttivo e comunità educative. L’adozione di standard condivisi, la formazione continua dei docenti e l’integrazione di tecnologie digitali contribuiscono a rafforzare la resilienza del sistema formativo di fronte ai cambiamenti economici.

Competenze, territori e sviluppo sostenibile in Asia centrale
L’esperienza di Samarcanda mostra come l’innovazione nei sistemi educativi non sia soltanto una questione tecnologica, ma un processo che intreccia governance, infrastrutture e capitale umano. Rafforzare le competenze nelle aree regionali significa ridurre i divari territoriali e sostenere uno sviluppo più equilibrato, in linea con gli obiettivi di sostenibilità e inclusione fissati dal Paese.
Nel medio periodo, il successo di questi hub sarà misurato non solo dal numero di docenti formati, ma dalla capacità di generare occupazione qualificata, sostenere settori emergenti e accompagnare la transizione dell’economia uzbeka verso modelli a maggiore valore aggiunto. In questo senso, il centro di Samarcanda rappresenta un laboratorio concreto di come innovazione educativa e cooperazione internazionale possano tradursi in politiche pubbliche capaci di incidere sul futuro del lavoro.
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