L’ultima spedizione sulla dorsale di Nazca rivela nuove montagne sottomarine e un ecosistema finora sconosciuto: le scoperte dello Schmidt Ocean Institute

Montagne sottomarine mai osservate prima, un enorme e incontaminato giardino di coralli, specie che non erano mai state documentate in vita. È quello che ha scoperto un team di oceanografi guidato dallo Schmidt Ocean Institute durante una spedizione sulla dorsale di Nazca, un tratto di fondale lungo oltre mille chilometri che si estende dall’Isola di Pasqua alle coste del Perù.
Questa antica dorsale sottomarina, scoperta soltanto nel 2021, ospita una montagna alta quasi quanto l’Etna esplorata oggi per la prima volta. Qui, nelle profondità dell’oceano, gli scienziati hanno scoperto 20 possibili nuove specie, che si aggiungono alle oltre 150 registrate nel corso di due spedizioni precedenti.
Dorsale di Nazca, un ecosistema ancora da scoprire
Gli scienziati ipotizzavano da tempo l’esistenza della dorsale di Nazca, ma la conferma della sua esistenza è arrivata soltanto pochi anni fa, quando una nave oceanica della Marina peruviana ha per la prima volta intercettato via radar questo ricchissimo ecosistema sommerso sul fondo del Pacifico.
Le montagne e le valli di Nazca, insieme alla contigua dorsale di Salas y Gómez, si sono rivelate una regione oceanica estremamente ricca: secondo le prime indagini, il 41% delle specie ittiche che vivono qui non sono mai state osservate altrove. Gli scienziati, allora, registrarono circa mille specie marine, 30 delle quali minacciate a livello globale.
L’ecosistema marino di Nazca, è stato chiaro sin da subito, ospita tra i più alti livelli di biodiversità marina endemica mai registrati sulla Terra. Perciò questo prezioso e antichissimo habitat, che si estende anche in acque internazionali, è tra quelli indicati per la designazione di area protetta d’alto mare come definita dal trattato “High Seas Treat” dell’ONU.
Le spedizioni oceanografiche più recenti non hanno fatto che confermare i primi rilievi, mostrando un ecosistema ancora più ricco di quel che si credeva: soltanto durante l’ultima spedizione, i ricercatori hanno scoperto 20 possibili nuove specie – che si aggiungono alle oltre 150 documentate in due precedenti spedizioni, risalenti a gennaio e febbraio di quest’anno.

Montagne, calamari e “mostri volanti” sul fondo del Pacifico
L’ultima spedizione nelle acque internazionali della dorsale di Nazca, guidata dallo Schmidt Ocean Institute in collaborazione con Ocean Census e il Center for Coastal and Ocean Mapping/Joint Hydrographic Center dell’Università del New Hampshire, ha rivelato nuove montagne sottomarine e specie mai viste prima.
Durante i 28 giorni della spedizione, il team ha scoperto e mappato una nuova montagna alta oltre 3.109 metri e ha condotto un’immersione esplorativa con un robot sottomarino su una delle creste della montagna, trovando giardini di spugne e coralli antichi. Ha poi proseguito l’esplorazione su altre vette sottomarine, circa venticinque, scoprendo un grande giardino di corallo incontaminato che fornisce rifugio a una serie di organismi come scorfani, stelle fragili e granchi reali. Con una superficie di circa 800 metri quadrati, spiegano gli scienziati, questo giardino di corallo è grande all’incirca quanto tre campi da tennis.
Tra mappature ad alta definizione di montagne sottomarine e indagini con il ROV, il team ha anche catturato le prime immagini di un calamaro Promachoteuthis vivo, un genere così raro che conta appena tre specie descritte sulla base di pochi esemplari raccolti, molti dei quali provengono dalla fine dell’Ottocento.
Gli scienziati hanno anche documentato un polpo Casper, mai avvistato prima nel Pacifico meridionale, e due rari sifonofori Bathyphysa, comunemente noti come spaghetti flying monsters.

Una ricchezza da conservare per le generazioni future
L’ultima spedizione è stata la terza di quest’anno delle creste Salas y Gómez e Nazca condotta a bordo della R/V Falkor dello Schmidt Ocean Institute. E sono bastate tre missioni esplorative per scoprire un ecosistema decisamente più ricco del previsto. Prima di queste esplorazioni, si credeva che 1019 specie vivessero in questa regione dell’oceano: con le recenti scoperte, abbiamo già superato le 1300, e il numero è in crescita.
Come afferma Tomer Ketter, co-capo scienziato e tecnico marino dello Schmidt Ocean Institute:
“I nostri risultati evidenziano la notevole diversità di questi ecosistemi, rivelando allo stesso tempo le lacune nella nostra comprensione di come gli ecosistemi delle montagne sottomarine siano interconnessi. Ci auguriamo che i dati raccolti da queste spedizioni contribuiscano a orientare le politiche future, salvaguardando questi ambienti incontaminati per le generazioni future”.
I dati raccolti durante la spedizione verranno inviati all’Ocean Census, un’alleanza internazionale e collaborativa guidata dalla Fondazione Nippon e da Nekton per accelerare la scoperta e la protezione della vita oceanica.
Come spiega il prof. Alex David Rogers, direttore scientifico dell’Ocean Census:
“Le montagne sottomarine del Pacifico sud-orientale ospitano una notevole diversità biologica, con specie che fino ad oggi non si trovano da nessun’altra parte. Il lavoro che i nostri tassonomi hanno condotto a bordo del Falkor (too), supportato da Schmidt Il team dell’Ocean Institute migliorerà significativamente la nostra comprensione della distribuzione di straordinarie forme di vita su queste montagne sottomarine, tra cui molte che non sono mai state mappate o viste prima da occhi umani”.
Le nuove specie marine scoperte nel Pacifico al largo delle dorsali di Nazca e Salas y Gómez
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