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Silica City, la prima città smart della Guyana si presenta

Vicino Georgetown il progetto di un abitato ecologico, tecnologico e sostenibile, pensato per affrontare sfide climatiche e sviluppo urbano

Silica City, la prima città smart della Guyana
Susan Rodrigues, Ministro presso il Ministero dell’Edilizia Abitativa e dell’Acqua della Guyana, presenta il masterplan di Silica City (Foto: Facebook di Susan Rodrigues, Ministro presso il Ministero dell’Edilizia Abitativa e dell’Acqua)

In un’epoca caratterizzata dal cambiamento climatico, in cui le città si reinventano come ecosistemi intelligenti e sostenibili, anche la Guyana, piccola nazione sudamericana spesso ai margini del dibattito globale, si prepara a entrare nel club ristretto delle smart city emergenti. La prima progettata nel Paese si chiama Silica City, un progetto che punta non solo a diversificare l’economia, ma anche a diventare un caso studio nella progettazione urbana post-carbonio dei Paesi in via di sviluppo.

Il nome richiama sia le risorse naturali del territorio sia la Silicon Valley, la versione nordamericana di ciò che le autorità della Guyana stanno cercando di realizzare entro il 2030. Concepita nel 2013 dall’allora Ministro dell’Housing e attuale presidente, Mohamed Irfaan Ali, la città mira a offrire una risposta concreta alle sfide del cambiamento climatico e della crescita urbana non costiera. Silica City dovrà diventare un centro urbano sostenibile, tecnologicamente avanzato e resiliente. Situata lungo l’autostrada Linden-Soesdyke, a circa 40 km a sud di Georgetown, la capitale, la città si estenderà su un’area di circa 15 chilometri quadrati, coinvolgendo le comunità di Yarrowkabra e Kuru-Kuru.

Un ecosistema urbano resiliente e sostenibile

Il masterplan, sviluppato in collaborazione con la School of Architecture dell’Università di Miami, prevede un layout organico ispirato alla natura guyanese, con corridoi stradali che fungono da “rami” collegando diverse “foglie” o zone di sviluppo residenziali, commerciali ed educative. La nuova smart city dovrebbe ospitare circa 50.000 residenti nei prossimi due decenni, prevedendo per loro alloggi, scuole, servizi sanitari e spazi commerciali, il tutto integrato con servizi ecocompatibili. La prima fase del piano, della durata di quattro anni, prevede la costruzione di circa 2.600 abitazioni e l’insediamento di circa 10.000 residenti. I lavori preliminari per la costruzione delle prime 100 abitazioni sono iniziati nel gennaio 2023, con l’obiettivo di rendere la città abitabile entro il 2025 e completare lo sviluppo entro il 2030.

Silica City, la prima città smart in Guyana
Un altro rendering delle nuove strutture per la comunità di Silica City in Guyana (Rendering progettuali: School of Architecture Miami – per gentile concessione di Maritere Rodriguez e Adriana Garcia)

Silica City è progettata per essere una città a zero emissioni di carbonio e zero rifiuti, con l’uso di materiali da costruzione rinnovabili, sistemi intelligenti per la gestione dell’energia e delle risorse idriche, e una combinazione energetica che include energia solare e gas naturale. La città integrerà tecnologie intelligenti, come la segnaletica con codici QR per facilitare la navigazione e fornire informazioni sulla flora e fauna locali. Saranno anche presenti centri di innovazione e hub per promuovere l’imprenditorialità e la collaborazione tra start-up e aziende consolidate. Il progetto prevede inoltre l’adozione di modelli di governance partecipativa, piattaforme digitali per la gestione urbana in tempo reale e sistemi informativi territoriali per la pianificazione predittiva. L’obiettivo è rendere la città non solo smart, ma anche responsiva, aperta e inclusiva.

Silica City, la prima città smart della Guyana si presenta
A Silica City un modello urbano che integri design bioclimatico, sostenibilità e innovazione tecnologica

Una nuova capitale orientata al XXI secolo

Il masterplan è stato sviluppato in collaborazione con il Guyana Innovation Group, con l’obiettivo di creare un modello urbano che integri design bioclimatico, sostenibilità e innovazione tecnologica. Il progetto è parte integrante della strategia nazionale di sviluppo a basse emissioni di carbonio della Guyana, e punta a posizionare il Paese come leader nella transizione verso un’economia digitale e sostenibile.

L’idea è quella di creare una città che, a un certo punto, possa accogliere gli abitanti di Georgetown. L’attuale capitale della Guyana, infatti, si trova al di sotto del livello delle inondazioni ed è a rischio elevato di scomparsa alla luce del cambiamento climatico. Al suo posto, le autorità della Guyana hanno immaginato una nuova capitale, una città innovativa e resiliente del XXI secolo, che possa ospitare industrie ad alta tecnologia e fornire lavoro agli abitanti della Guyana in un’economia diversificata, basata su uno sviluppo resiliente e sostenibile.

Silica City, la prima città smart in Guyana
Rendering di una delle nuove strutture per la comunità pianificata di Silica City in Guyana (Rendering progettuali: School of Architecture Miami – per gentile concessione di Maritere Rodriguez e Adriana Garcia)

Il Guyana Innovation Village a Silica City

Al centro di Silica City sorgerà anche il Guyana Innovation Village, progetto di punta del Guyana Innovation Group: un cosiddetto “distretto dell’innovazione“, un hub in cui istituzioni e aziende leader convergono con le start-up, promuovendo la creatività e la collaborazione in spazi compatti, accessibili e tecnologicamente avanzati per vivere, lavorare e fare shopping. Con la sua evoluzione, l’Innovation Village darà priorità allo sviluppo dei talenti, alle infrastrutture, al capitale, alla tecnologia e al networking, dando vita a un ecosistema più sofisticato.

Il Villaggio offrirà, tra le altre cose, anche alloggi, assistenza sanitaria, imprese tecnologiche, negozi, istituti scolastici e parchi, così da contribuire alla missione di promuovere la crescita economica, l’innovazione e un ambiente di vita e di lavoro dinamico. A questo fine, il Guyana Innovations Group è stato incaricato di attrarre imprese in un’area dedicata di 250 acri di Silica City.

Un progetto ambizioso, dunque, ma non privo di sfide. Prima tra tutte, riuscire a raggiungere l’equilibrio tra sviluppo urbanistico e salvaguardia ambientale, oltre alla capacità effettiva di attrarre capitali e competenze tech. Ultimo, ma non meno importante, la gestione della migrazione interna da Georgetown, che implica complesse operazioni sociali e logistiche.

Silica City: la nuova città futuristica della Guyana prende forma

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Il masterplan di Silica City (Foto: Facebook di Susan Rodrigues, Ministro presso il Ministero dell’Edilizia Abitativa e dell’Acqua)

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