Tra supercomputer, startup e rinnovabili, il Governo di Lubiana punta a diventare un modello europeo di innovazione sostenibile entro il 2030

(Foto: Janez Kotar)
Nel cuore dell’Europa, la Slovenia sta emergendo come un laboratorio di innovazione sostenibile. Con una popolazione di circa 2 milioni di abitanti e una superficie di poco più di 20.000 km quadrati, il Paese ha intrapreso un percorso ambizioso per diventare un modello di sviluppo tecnologico e ambientale.
La combinazione di investimenti pubblici, politiche lungimiranti e una società civile attenta ha permesso al più settentrionale degli Stati nati nel 1991 dalla disgregazione della Repubblica Federale di Jugoslavia di posizionarsi tra le nazioni più avanzate in termini di sostenibilità e innovazione.
Lubiana, la capitale, è stata nominata “Capitale Verde d’Europa” nel 2016 e “Capitale Mondiale del Libro” nel 2010 e continua a guidare il Paese nella transizione verso una società digitale e sostenibile. La città ha implementato un sistema di mobilità integrata che include trasporti pubblici elettrici, bike sharing e una rete di percorsi pedonali
Attraverso il programma “Digital Slovenia 2030”, il governo promuove l’uso di tecnologie avanzate per migliorare i servizi pubblici e ottimizzare la gestione delle risorse.
Supercomputer e AI: così gli sloveni accelerano alla grande
Nel marzo 2025, la Slovenia ha ottenuto un importante successo nel campo dell’innovazione tecnologica, aggiudicandosi un supercomputer con un’AI Factory integrata nell’ambito dell’iniziativa EuroHPC.
Questo risultato rafforza il ruolo del Paese nell’ambito del supercalcolo europeo e testimonia la qualità delle proposte slovene e l’expertise dei suoi professionisti.
Il Primo Ministro Robert Golob ha sottolineato l’importanza di questo traguardo:
“La Slovenia ha oggi dimostrato ancora una volta di essere una Nazione di conoscenza, ambizione ed eccellenza scientifica. Il nostro successo nel bando europeo per un supercomputer è più di un risultato tecnico: è una chiara testimonianza della nostra capacità di competere ai massimi livelli dell’innovazione globale”.
Questo supercomputer sarà fondamentale per affrontare le sfide più complesse del nostro tempo, dall’intelligenza artificiale allo sviluppo di farmaci, dai materiali avanzati alle simulazioni climatiche.

Energie rinnovabili: obiettivi ambiziosi e risultati concreti
La Slovenia ha raggiunto nel 2023 un traguardo significativo nel campo delle energie rinnovabili, superando per la prima volta il 25 per cento di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia, come previsto dalla Direttiva UE sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili.
In particolare, nel settore elettrico, la quota di energia rinnovabile ha raggiunto il 41,89 per cento, grazie a un aumento del 52,48 per cento nella produzione di energia solare.
Il 4 maggio 2024, la Slovenia ha registrato un altro record: l’intero consumo elettrico giornaliero è stato coperto da fonti rinnovabili. Questo risultato è stato possibile grazie alla produzione da impianti solari, idroelettrici e altre fonti rinnovabili, dimostrando la capacità del Paese di operare completamente con energia verde in determinate condizioni.
Il Governo di Lubiana ha adottato un Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima aggiornato, con l’obiettivo di raggiungere una quota del 55,4 per cento di energie rinnovabili nella produzione di elettricità entro il 2030.
Il piano prevede investimenti significativi, tra cui 3,8 miliardi di euro per la generazione distribuita di energia elettrica da fonti rinnovabili e 4 miliardi di euro per le reti di distribuzione e trasmissione.
Non soltanto: la Slovenia ha firmato l’Accordo di adesione alla Convenzione dell’Agenzia Spaziale Europea il 18 giugno 2024: nel corso di una cerimonia svoltasi presso la sede dell’ESA a Parigi, l’accordo è stato firmato dal Primo Ministro della Repubblica di Slovenia, Robert Golob, e dal Direttore Generale dell’istituzione europea, Josef Aschbacher.
Startup e innovazione: la strategia per un futuro solido
La Repubblica Slovena sta lavorando per diventare uno degli ambienti più attraenti per le startup entro il 2030. L’Esecutivo ha presentato una strategia che mira a raddoppiare il numero di startup per milione di abitanti e aumentare di dieci volte gli investimenti nel settore.
Il progetto governativo include proposte specifiche in cinque aree chiave: un ambiente di supporto per le startup, una nuova forma giuridica per le startup, un visto per startup, lo sviluppo del mercato del capitale di rischio e una soluzione per l’esercizio delle stock option.
Il Segretario di Stato Matevž Frangež ha dichiarato:
“Nelle startup, nelle loro idee e approcci innovativi, vediamo una via per un progresso economico dinamico. Crediamo in nuovi prodotti e soluzioni che saranno il risultato del know-how, dell’innovazione e del design sloveni”.
Tuttavia, la Slovenia deve affrontare alcune sfide, come la mancanza di una cultura del capitale di rischio e procedure di costituzione aziendale complesse. I ministeri competenti stanno lavorando per superare questi ostacoli e creare un ambiente più favorevole per le startup e le scaleup.
Un efficiente “mini” modello balcanico per l’Europa
La Slovenia dimostra che anche un piccolo Paese dell’Europa Centrale può avere un impatto significativo nel campo dell’innovazione e della sostenibilità.
Attraverso politiche lungimiranti, investimenti strategici e una società civile attiva, Lubiana sta costruendo un futuro in cui tecnologia e tutela ambientale convivono in armonia. Con una visione chiara e obiettivi ambiziosi, il Paese si posiziona come un esempio virtuoso per l’Europa, non soltanto la UE, e oltre.
Il Segretario di Stato Matevž Frangež al momento dell’adesione della Slovenia all’ESA
HPC Vega, il supercomputer sloveno del progetto EuroHPC, raccontato da Dejan Valh
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