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The Ocean Cleanup: “Interceptor” di rifiuti nei fiumi di 30 città

Inquinamento da plastica, The Ocean Cleanup lancia il Programma 30 città: permetterà di intercettare i rifiuti prima che raggiungano il mare

Il Programma 30 città di The Ocean Cleanup
Il nuovo progetto di The Ocean Cleanup per liberare gli oceani dalla plastica: “Interceptor” di rifiuti nei fiumi di 30 grandi città costiere per impedire che l’immondizia finisca in mare (Foto: The Ocean Cleanup)

Per eliminare i rifiuti in plastica dagli oceani non basta ripulire le aree già inquinate, bisogna anche impedire che nuova immondizia raggiunga il mare trasportata dai fiumi delle grandi città costiere di tutto il mondo. Così, dopo aver avviato l’imponente opera di rimozione della plastica dalla Great Pacific Garbage Patch, The Ocean Cleanup ha deciso di intervenire sui fiumi più inquinati con gli Interceptor, imbarcazioni, reti e barriere fisiche capaci di catturare i rifiuti in plastica prima che vengano riversati in mare.

L’organizzazione, che ha quasi completato i primi 20 progetti fluviali, ha appena annunciato un nuovo programma che permetterà, da qui al 2030, di ridurre di un terzo la quantità di rifiuti riversati nell’oceano dai fiumi. Il progetto coinvolgerà 30 città chiave in tutto il mondo, tra cui Mumbai, Los Angeles e Kuala Lumpur.

30 Città: intercettare i rifiuti prima che arrivino in mare

In occasione dell’ultima Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani, The Ocean Cleanup ha annunciato un nuovo importante programma per intercettare e rimuovere i rifiuti in plastica dagli oceani del mondo. L’organizzazione internazionale, nata con la missione di liberare gli oceani dalla plastica, intende espandere rapidamente il proprio piano d’azione tramite il Programma 30 città, un progetto che prevede la diffusione dei sistemi Interceptor in 30 città chiave in Asia e nel continente americano.

L’obiettivo è eliminare un terzo di tutta la plastica che scorre dai fiumi del mondo verso l’oceano entro la fine del decennio: per combattere l’inquinamento negli oceani, spiega l’ONG, non basta ripulire le aree inquinate, bisogna anche impedire che nuovi rifiuti raggiungano le coste. La missione dietro al nuovo programma di The Ocean Cleanup è quindi molto chiara: si tratta di affrontare il problema della plastica nei 1000 fiumi più inquinanti del mondo, responsabili dell’80% delle emissioni di plastica negli oceani.

Il Programma 30 città rappresenta un’evoluzione importante: le soluzioni per l’intercettazione dei rifiuti, infatti, saranno per la prima volta implementate su scala cittadina, affrontando non più un singolo fiume, ma tutti i principali corsi d’acqua di una determinata città.

Negli ultimi cinque anni, The Ocean Cleanup ha testato diversi sistemi Interceptor in 20 dei fiumi più inquinati del mondo, collaudando tecnologie che vanno da natanti high-tech alimentati a energia solare a reti galleggianti e barricate capaci di resistere agli tsunami di plastica che si verificano durante la stagione delle piogge. Grazie al programma 30 città, queste soluzioni saranno ora implementate su scala urbana: un’evoluzione che avvicina l’organizzazione al suo obiettivo finale – ridurre del 90% l’inquinamento da plastica negli oceani di tutto il mondo.

Gli Interceptor di The Ocean Cleanup
L’Interceptor 020 di The Ocean Cleanup sul fiume Cisadane, in Indonesia (Foto: The Ocean Cleanup)

Panama City e Mumbai tra le prime città a dotarsi di Interceptor

Ad oggi, The Ocean Cleanup ha già impedito a 29 milioni di chili di rifiuti di raggiungere l’oceano. Attualmente l’organizzazione intercetta una percentuale stimata dell’1-3% delle emissioni globali di plastica trasportate dai fiumi. E con le prime 20 installazioni fluviali prossime alla piena operatività, l’organizzazione è ora in grado di ridurre fino a un terzo l’inquinamento da plastica che i fiumi riversano nell’oceano.

Lavorare su intere città, però, può essere un cambio di passo decisivo: lo dimostra l’esperienza di Kingston, in Giamaica, che ha iniziato a ospitare i primi sistemi Interceptor già nel 2022 e che è oggi la prima città a beneficiare di una rete di “intercettatori” a protezione delle sue acque costiere. E poi, come spiega Boyan Slat, CEO di The Ocean Cleanup, lavorando su una città si possono coinvolgere gli stessi partner in diverse installazioni, cosa che permette di scalare più velocemente:

“Quando ci occupiamo di un’intera città invece che di singoli fiumi possiamo scalare più velocemente, ridurre i costi e massimizzare l’impatto”.

Così, l’organizzazione ha identificato 30 grandi città costiere inquinate da plastica in cui riprodurre l’esperienza positiva di Kingston. Il progetto coinvolgerà Panama City, che vedrà la prima installazione nei prossimi mesi, e Mumbai, di cui è stata appena completata la mappatura di tutti i corsi d’acqua. Ma anche metropoli come Manila, Giacarta, Kuala Lumpur, Bangkok e Los Angeles. E altre città saranno annunciate prossimamente. Come spiega Slat,

“Le nostre analisi dimostrano che la distribuzione strategica degli intercettatori in 30 città scelte con cura può fermare fino a un terzo dell’inquinamento da plastica nei fiumi di tutto il mondo. Questo è il prossimo grande passo verso il nostro obiettivo finale di riduzione del 90% dell’inquinamento globale da plastica negli oceani”.

I primi 20 fiumi dotati di intercettatori di rifiuti
Luoghi in cui sono stati installati gli Interceptor fino ad oggi. Gli Interceptor 002 e 005 si trovano entrambi sul fiume Klang in Malesia (Foto: The Ocean Cleanup)

L’approccio di The Ocean Cleanup per un impatto a lungo termine

Il progetto fluviale di The Ocean Cleanup inizia sempre con delle analisi preliminari. Non esistono due fiumi uguali al mondo, e le vie dei rifiuti verso il mare sono a volte imprevedibili. Perciò si utilizzano droni, analisi delle immagini e plastiche “fittizie” marcate con il GPS per tracciare i corsi d’acqua visibili e il percorso dei rifiuti dalle strade al mare. Queste informazioni, acquisite in tempo reale, guidano il posizionamento degli Interceptor e forniscono una base di dati pubblici che permette a tutti di misurare i progressi dell’iniziativa.

Il Programma 30 città non si limiterà a installare i sistemi Interceptor sui corsi d’acqua cittadini, ma si occuperà anche della rimozione dei detriti dalle coste e della sensibilizzazione delle comunità locali in materia di gestione dei rifiuti. Questo approccio, spiega l’organizzazione, è quello che consente di ottenere un impatto a lungo termine – e quindi ripristinare gli habitat marini, rafforzare le difese naturali contro le mareggiate e sostenere il turismo costiero.

Nel momento in cui presenta il nuovo programma, The Ocean Cleanup sta per completare i primi 20 progetti fluviali. Il prossimo traguardo, previsto entro la fine dell’anno, riguarda i Caraibi occidentali, dove il team mira a risolvere il problema dell’inquinamento da plastica nel Golfo dell’Honduras intercettando i rifiuti prima che raggiungano il mare.

Nel frattempo, l’organizzazione continua a lavorare per rimuovere la plastica dalla Great Pacific Garbage Patch. Mentre le operazioni di estrazione sono attualmente in pausa, si sta lavorando per impiegare tecnologie all’avanguardia per mappare gli “hotspot”, ovvero le aree di intenso accumulo di plastica, al fine di rendere le future estrazioni più efficienti ed economiche.

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Per eliminare l'inquinamento in mare bisogna agire anche sui fiumi
Boyan Slat, fondatore e amministratore delegato di The Ocean Cleanup, a bordo di un Interceptor (Foto: The Ocean Cleanup)

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