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Cina

Yongqing Fang: micro-rigenerazione e memoria collettiva

Un modello virtuoso di micro-rigenerazione urbana che ha trasformato la tradizione cantonese di Guangzhou in risorsa economica e identità contemporanea

Rigenerazione urbanistica e conservazione nelle megalopoli della Cina
Uno scorcio di Yongqing Fang, quartiere storico nel cuore della megalopoli di Guangzhou (Foto: Lab D+H, 2016)

Il recupero di Yongqing Fang, quartiere storico nel cuore di Guangzhou, può essere considerato un manifesto della Cina contemporanea e un esempio virtuoso di equilibrio tra conservazione e sviluppo, tradizione e dinamiche di mercato. Il progetto che ha visto risorgere questo vitale agglomerato di abitazioni e cultura cantonese è una delle dimostrazioni più lampanti del valore (anche economico) di memoria collettiva, storia e identità culturale.

Yongqing Fang: storia di una rigenerazione urbana

Quello di Yongqing Fang è il primo progetto di micro-ristrutturazione dei quartieri storici a Guangzhou. Costituito da una strada centrale e tre vicoli trasversali, questo quartiere storico ha visto la nascita della cultura cantonese ed è stato un importante porto di collegamento tra la Cina orientale e quella occidentale durante la dinastia Qing. Ma è anche la sede storica dell’Opera Cantonese e il quartiere in cui nacque Li Xiaolong (Bruce Lee). Un concentrato di storia e memoria collettiva nel distretto di Liwan, lungo Enning Road, nel cuore di una città in espansione che preme da tutte le parti.

A partire dagli anni Cinquanta, il quartiere ha subito gli effetti di una tutela che aveva lasciato indietro ogni prospettiva di sviluppo: il degrado urbano prese il posto delle facciate storiche, gli edifici abbandonati disgregarono una vitalità fortemente radicata “sulla strada”. Così, nel 2006, il quartiere finì nel progetto pilota per la rigenerazione di Guangzhou, segnando l’inizio di un lungo e travagliato dibattito tra conservazione integrale e demolizione creativa.

Come si legge in uno studio del Politecnico di Torino pubblicato nel 2021 sulla rivista AGATHÓN – International Journal of Architecture, Art and Design, nel 2012 il Governo locale di Guangzhou approvò una lista per la conservazione di 22 lotti di importanza storica e culturale, ma tra questi non venne inserito nessuno dei siti storici in prossimità di Enning Road.

Gli abitanti di Yongqing Fang si sollevarono: un comitato composto da circa 80 residenti protestò attirando l’attenzione dei media locali e dell’amministrazione. Così, il Governo del Distretto di Liwan promosse un Piano d’azione specifico per l’area di Yongqing Fang, che coinvolgeva direttamente China Vanke, oggi il principale operatore del settore immobiliare in tutta la Cina. Nel 2014, tutto il quartiere rientrò nel Piano d’azione per Enning Road e indicato come “protetto”.

Micro-rigenerazione urbana e conservazione della memoria collettiva in Cina
Il progetto di rigenerazione di Yongqing Fang (Foto: Lab D+H, 2016)

Dalla teoria alla prassi: il modello della micro-trasformazione

Nel “Piano Nazionale di Nuova Urbanizzazione (2014-2020)”, si trova uno dei principi cardine della rigenerazione urbana cinese, quello di “sviluppare città belle con memoria storica, contesto culturale, caratteristiche regionali ed etniche”. E Yongqing Fang è uno dei migliori esempi di questo approccio – uno dei più complessi ma anche uno di quelli di maggior successo.

Il progetto di riqualificazione si è articolato in due fasi: la prima, un pionieristico progetto di “micro-trasformazione” che prevedeva tra l’altro la ristrutturazione di circa 90 abitazioni tradizionali Siheyuan, si è ufficialmente conclusa nel 2016; la seconda, che ha esteso l’area d’intervento e si è concentrata su monumenti ed edifici pubblici (tra cui il Cinema Jinsheng, del 1932), è iniziata nel 2018 per concludersi l’anno successivo.

Prima dell’intervento, i vecchi vicoli di Yongqing Fang erano infestati di pericolosi e antiestetici grovigli di cavi sospesi e tendevano a subire gravi allagamenti, a causa della pendenza insufficiente per gli scarichi stradali e per le grondaie. Ispirandosi alle pietre delle soglie originali, i progettisti hanno risolto il problema creando bordi continui su ciascun lato dei vicoli e nascondendo dietro di essi grondaie di dimensioni adeguate e nuovi cavi.

Per “offrire più spazio pubblico e migliorare le condizioni di vita” degli abitanti del quartiere, sono stati progettati degli spazi pubblici polifunzionali. La Grande Scalinata in Legno, per esempio, è un’area di sosta ma anche un cinema all’aperto; il Giardino Pensile, tra due file di edifici, funge da collegamento tra le strutture ma è anche un’area ricreativa semi-privata. Oggi, come scrivono su Landezine,

“L‘antica comunità, un tempo piena di case fatiscenti, si è trasformata in un nuovo punto di riferimento all’interno del vecchio quartiere di Guangzhou”.

Oltre la sostenibilità: la memoria collettiva come risorsa

Nel giro di vent’anni, Yongqing Fang è passata da 36 imprese a oltre 130. La vita di strada della città vecchia è di nuovo vibrante. I suoi scorci riescono a evocare i ricordi dei residenti storici e ad affascinare turisti e visitatori di tutto il mondo. I mattoni e le tegole, in fin dei conti, sono gli stessi di sempre: i rifiuti delle demolizioni, reintegrati nell’ambiente usando metodi di costruzione tradizionali, sono diventati nuovi elementi architettonici e paesaggistici. Una scelta che va ben oltre la sostenibilità.

Come spiegano Edoardo Bruno e Francesco Carota nello studio citato sopra,

“Il progetto di Yongqing Fang ha definito un nuovo modo di percepire la memoria collettiva del patrimonio urbano, non più come vincolo al processo di modernizzazione ma come opportunità da sfruttare e valorizzare all’interno delle contingenti logiche di mercato”.

Gli elementi contemporanei non puntano alla mimesi, ma cercano di ristabilire un’armonia capace di veicolare un forte senso del passato. L’ambiente costruito, spiegano, si è così trasformato in una risorsa espressiva, e un progetto di conservazione e rifunzionalizzazione è diventato “veicolo di un immaginario collettivo”. Un po’ perché i residenti hanno insistito e hanno trovato ascolto, un po’ perché l’analisi della trasformazione di Yongqing Fang permette di “spostare l’attenzione dall’oggetto del progetto ai soggetti che in esso proiettano i propri valori”.

L’identità culturale di una comunità, insomma, non è destinata a soccombere al progresso che avanza. Al contrario, può rivelarsi la risorsa più preziosa di un territorio.

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L’obiettivo del progetto di riqualificazione era quello di offrire più spazio pubblico e migliorare le condizioni di vita agli abitanti del quartiere (Foto: Landezine / © Ne Shanshui Photography)

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