Accordo al top dell’isola tanzanese con Tether per formazione, casi d’uso concreti e integrazione dei pagamenti digitali nel gateway governativo

La firma di un Memorandum of Understanding tra Tether e la Zanzibar e-Government Authority (eGAZ) segna un passaggio operativo nella strategia dell’arcipelago per usare le tecnologie Blockchain come leva di modernizzazione amministrativa e finanziaria. L’intesa, annunciata a inizio luglio 2025, non si limita alla cooperazione istituzionale, ma prevede attività di educazione sugli asset digitali, sperimentazioni applicative e l’eventuale integrazione di stablecoin nel sistema di pagamenti pubblici Zanmalipo, il gateway governativo utilizzato per tasse, tariffe e servizi.
Il contesto è quello di un’economia che, pur con una base bancaria tradizionale ancora limitata, mostra una crescita rapida nell’uso di strumenti digitali informali. Secondo stime di operatori locali e osservatori regionali, tra il 2023 e il 2025 l’uso di portafogli digitali e transazioni peer-to-peer è aumentato a doppia cifra, trainato soprattutto da giovani imprenditori e microattività legate al turismo, all’eCommerce e ai servizi. In questo scenario, la collaborazione con un emittente globale di stablecoin introduce un livello di strutturazione e conformità che finora mancava.
Dal sandbox regolatorio ai servizi pubblici digitali
Zanzibar aveva già avviato nel 2024 un programma di sandbox Blockchain per testare soluzioni fintech in ambiente controllato, con l’obiettivo di attrarre startup regionali e sperimentare modelli di identità digitale, notarizzazione e pagamenti. L’accordo con Tether si innesta su questa traiettoria, con un focus dichiarato su casi d’uso reali e sull’adozione graduale all’interno dei flussi governativi.
Uno dei punti più rilevanti è la valutazione dell’integrazione di USD₮ e XAU₮ nel wallet collegato a Zanmalipo. In termini pratici, ciò significherebbe consentire a cittadini e imprese di pagare servizi pubblici anche con stablecoin ancorate al dollaro e all’oro, con conversione e riconciliazione automatica lato amministrazione. Per un territorio che dipende in larga parte da rimesse, turismo internazionale e importazioni, la riduzione dei costi di transazione e dei tempi di regolamento è un fattore competitivo non marginale.
La scelta di partire dai pagamenti pubblici ha anche una valenza di policy: crea domanda legittima di strumenti digitali, incentiva l’adeguamento normativo e spinge gli operatori locali a sviluppare servizi compatibili con requisiti di tracciabilità e antiriciclaggio. In parallelo, la lettera d’intenti prevede la collaborazione con istituzioni accademiche e centri di ricerca per integrare moduli su Blockchain e finanza digitale nei curricula, rafforzando le competenze locali oltre la fase pilota.

Formazione, imprenditorialità e capacità locali
Un asse centrale dell’intesa riguarda la formazione degli stakeholder: funzionari pubblici, studenti, imprenditori e sviluppatori. Tether ed eGAZ hanno indicato workshop su Blockchain, Bitcoin, stablecoin e tecnologie peer-to-peer, con l’obiettivo di colmare il divario tra uso informale e adozione consapevole. In Africa orientale, programmi analoghi hanno mostrato che la formazione mirata aumenta la probabilità di trasformare sperimentazioni in imprese sostenibili, soprattutto nei settori dei pagamenti, dell’agritech e della logistica leggera.
La dimensione imprenditoriale è rafforzata dalla previsione di eventi pubblico-privati e iniziative di matchmaking, pensate per collegare startup locali con investitori e partner tecnici regionali. Per Zanzibar, che punta a diversificare oltre il turismo, l’ecosistema Blockchain è visto come un catalizzatore di servizi digitali esportabili, dalla gestione documentale alle piattaforme di microfinanza.
Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether, ha inquadrato l’accordo con l’isola della Tanzania come un passaggio dalla sperimentazione informale a una crescita strutturata:
“Questo MoU con la Zanzibar e-Government Authority riflette il nostro impegno nel promuovere alfabetizzazione finanziaria e innovazione Blockchain sostenibile in Africa. Segna un punto di svolta, spostando l’ecosistema dalla curiosità non strutturata a uno sviluppo organizzato e conforme, combinando chiarezza regolatoria, investimenti educativi e integrazione degli asset digitali”.

Integrazione delle stablecoin e inclusione finanziaria
L’uso di stablecoin nei servizi pubblici è spesso discusso in termini di inclusione finanziaria, ma l’impatto dipende dalla capacità di inserirle in infrastrutture affidabili. A Zanzibar, la penetrazione dei conti bancari tradizionali resta inferiore rispetto ad altre regioni dell’Africa orientale, mentre i portafogli mobili hanno una diffusione molto più ampia. L’eventuale integrazione di strumenti finanziari senza confini nel wallet governativo potrebbe quindi ridurre la dipendenza da intermediari costosi, facilitare i pagamenti transfrontalieri e offrire alternative di risparmio più stabili in contesti di volatilità valutaria.
Dal punto di vista macroeconomico, l’adozione controllata di stablecoin può anche migliorare la trasparenza dei flussi legati a tasse e tariffe, semplificando la rendicontazione e riducendo l’economia informale. Tuttavia, richiede investimenti in sicurezza informatica, gestione delle chiavi e procedure di recupero, aspetti che l’accordo dichiara di voler affrontare attraverso standard internazionali e audit tecnici.
Il direttore generale di eGAZ, Said Seif Said, ha collegato l’intesa a un percorso di riforme più ampio:
“Questa lettera d’intenti con Tether ci dà accesso a competenze e supporto per abilitare la partecipazione pubblica, l’educazione sugli asset digitali e per accelerare riforme legali e istituzionali orientate all’inclusione. L’obiettivo è costruire un’economia digitale che migliori l’accesso ai servizi e sostenga la crescita delle imprese locali”.
Governance, conformità e attrattività regionale
Un elemento spesso sottovalutato nei progetti di adozione Blockchain in ambito pubblico è la governance dei dati. L’integrazione di pagamenti e identità digitali richiede chiarezza su conservazione, interoperabilità e responsabilità in caso di incidenti. L’accordo prevede un allineamento alle best practice internazionali, un aspetto cruciale per attrarre partner esteri e per evitare che l’innovazione resti confinata a sperimentazioni isolate.
Dal punto di vista geopolitico, Zanzibar mira a posizionarsi come hub regionale di sperimentazione regolata nell’Oceano Indiano occidentale, in dialogo con ecosistemi fintech di Kenya, Tanzania continentale e Ruanda. La presenza di un attore globale come l’importante società di El Salvador, pur con tutte le cautele del caso, può aumentare la visibilità internazionale del sandbox locale e accelerare l’arrivo di progetti pilota in settori come supply chain, certificazioni turistiche e tracciabilità dei prodotti ittici.
I numeri attesi non sono ancora pubblici, ma documenti programmatici del governo indicano l’obiettivo di coinvolgere, nei primi due anni, alcune decine di migliaia di utenti nei servizi digitali potenziati, con un incremento significativo dei pagamenti elettronici verso la pubblica amministrazione. In parallelo, si punta a formare centinaia di funzionari e studenti, creando una base di competenze che resti sul territorio.

Tra sperimentazione e scala, la sfida dei prossimi anni
La collaborazione tra Tether ed eGAZ non risolve automaticamente le criticità strutturali di un sistema finanziario in transizione, ma introduce meccanismi di apprendimento istituzionale che possono fare la differenza. La vera prova sarà la capacità di passare da progetti dimostrativi a servizi scalabili, mantenendo fiducia degli utenti, sostenibilità economica e coerenza regolatoria.
Se l’integrazione con Zanmalipo procederà, Zanzibar potrebbe diventare uno dei primi casi in cui stablecoin e pagamenti pubblici digitali convivono in modo sistemico in un contesto insulare in via di sviluppo. Un laboratorio che, se ben governato, può offrire indicazioni utili anche ad altre amministrazioni che cercano di coniugare innovazione finanziaria, inclusione e affidabilità dei servizi.
In questo equilibrio tra apertura tecnologica e rigore istituzionale si giocherà la credibilità dell’intero progetto nei prossimi cicli di bilancio e nelle future riforme del settore digitale.
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