Prosegue in Kazakistan il percorso di Philip Morris tra ricerca medica, prospettive regolatorie e centralità del consumatore adulto

Il 18 settembre 2025 il Technovation di Philip Morris International ha fatto tappa ad Astana, presso l’Hilton Hotel. L’appuntamento, introdotto da Tommaso Di Giovanni, Vice President Communications and Engagement, ha posto l’accento sul potere trasformativo dell’innovazione, non solo nel settore del tabacco ma anche in campi come l’agricoltura intelligente, il packaging sostenibile, i vaccini di nuova generazione e i farmaci per la gestione del peso. Tecnologie che, se sostenute da politiche adeguate e da un approccio aperto, hanno il potenziale per risolvere alcune delle grandi sfide globali.
Il richiamo di Di Giovanni è stato chiaro: lo scetticismo rischia di frenare il progresso, anche laddove esistono già soluzioni capaci di ridurre i danni del fumo. Per questo, secondo PMI, la transizione verso alternative senza combustione non può più essere ignorata.
La capitale kazaka diventa così il luogo simbolico in cui si riafferma un messaggio condiviso nelle precedenti edizioni di Neuchâtel, Città del Capo e Giacarta: la scienza e l’innovazione hanno senso solo se accompagnate da regolamentazioni responsabili, collaborazione tra istituzioni e industrie, e un’informazione chiara che consenta ai consumatori adulti di compiere scelte consapevoli.
Un confronto a più voci per accelerare il cambiamento
La giornata si è aperta con una conversazione tra i vertici di PMI dedicata a un tema cruciale: come trasformare la visione smoke-free in realtà. Sul palco Tommaso Di Giovanni insieme a Omar Abdellatif, Managing Director per il Kazakistan e l’Asia Centrale, in un dialogo moderato da Olzhas Bibanov, Director of Communications per il Kazakistan e l’Asia Centrale.
L’incontro ha preso le mosse da un dato significativo: nel secondo trimestre del 2025, il 41 per cento dei ricavi netti globali di PMI è arrivato da prodotti senza combustione, un traguardo raggiunto in undici anni. Eppure, nonostante l’ampia disponibilità di alternative nella regione della Comunità degli Stati Indipendenti e in Asia Centrale, i tassi di fumo rimangono elevati. La discussione si è quindi concentrata su quali strumenti e strategie possano davvero portare questi Paesi a diventare prevalentemente smoke-free nel prossimo decennio, in un’ottica in cui il business diventa parte della soluzione e non della causa del problema.
Dopo una breve pausa, il dibattito è proseguito con l’intervento di Tomoko Iida, Director of Scientific Engagement per SSEA, CIS e MEA, che ha posto l’accento sul punto di vista della salute pubblica. Nonostante le solide evidenze scientifiche a favore dei prodotti senza combustione, in molte aree della regione prevalgono ancora diffidenza e incomprensione: un ostacolo che rischia di rallentare la transizione.
Due strategie a confronto: adozione o resistenza
La mattinata si è poi chiusa con il panel “Tale of Two Strategies“, affidato ad Andrea Gontkovicova, Vice President Corporate Affairs per SSEA, CIS e MEA, e ad Alexey Kim, Director Corporate Affairs CIS. Al centro – come lascia suggerire il titolo dell’incontro – il confronto tra due approcci opposti: da un lato l’adozione delle innovazioni senza fumo, che in Paesi come Giappone e Svezia ha portato a un rapido calo della prevalenza del fumo. Dall’altro invece la resistenza regolatoria, che in altre aree continua a frenare il cambiamento.
Il dibattito ha dunque messo in luce come anche i Paesi dell’Asia Centrale e della Comunità degli Stati Indipendenti possano trarre insegnamento da queste esperienze, guardando con attenzione al ruolo delle normative tecniche eurasiatiche per accelerare la transizione verso un futuro senza fumo.

La voce della comunità medica sulla riduzione del danno
Uno dei momenti centrali del Technovation di Astana è stato il panel “Tobacco Harm Reduction: Voices of Medical Community“, che ha dato spazio a un confronto tra esponenti del mondo medico e scientifico. Moderato dalla giornalista e scrittrice Shynar Dyusen, l’incontro ha offerto una prospettiva diversa, quella di chi quotidianamente si confronta con le conseguenze del tabagismo sulla salute pubblica.
Il panel ha infatti visto gli interventi del professor Evgenii Imyanitov, oncologo molecolare, del professor Alexandr Filippov, medico onorato della Federazione Russa, del dottor Meyram Raganin, odontoiatra e presidente della Expert Community of Dentists, e del dottor Sattar Yeraliyev, pneumologo e membro della European Respiratory Society.
Il dibattito si è snodato attraverso la minaccia della disinformazione, il coraggio di agire sulla base delle evidenze scientifiche e la necessità di politiche pubbliche capaci di educare e responsabilizzare i consumatori adulti.
Nicotina, scienza e consumatori: tra ricerca e nuovi scenari
La sessione di metà giornata al Technovation di Astana ha portato sul palco il tema controverso della nicotina, affrontato con un taglio scientifico e divulgativo. Protagonista questa volta Asya Kazantseva, giornalista scientifica e autrice di bestseller dedicati al cervello umano e al comportamento, che ha accompagnato il pubblico in un “deep dive” sulla neurobiologia della sostanza.
L’intervento ha illustrato come la nicotina interagisca con recettori e neurotrasmettitori, quali evidenze derivino dagli esperimenti di laboratorio sugli effetti su uomini e animali e perché la dipendenza si formi in modo così radicato. Kazantseva ha inoltre smontato alcuni miti diffusi, come il presunto ruolo della nicotina nella gestione dello stress o nella capacità di concentrazione, aprendo interrogativi sulle ragioni per cui alcune persone smettano con relativa facilità mentre altre incontrano maggiori difficoltà: genetica, tratti di personalità o altri fattori ancora poco compresi? A emergere, infine, la necessità di distinguere tra la nicotina in sé e il mix di sostanze tossiche generate dalla combustione del tabacco, così da valutare correttamente il suo impatto sanitario.
Subito dopo, Kerem Karacasulu, Director Smoke-free Products CIS, ha spostato l’attenzione sul consumatore, sottolineando come non esista più un approccio “taglia unica”. Ogni fumatore, ormai, ha esigenze e percorsi differenti e la diffusione di prodotti come IQOS e ZYN dimostra che un approccio consumer-first può accelerare l’abbandono delle sigarette. La sfida, ha spiegato, è accompagnare ogni individuo in un percorso personalizzato verso alternative migliori, così da aiutare ogni fumatore ad abbandonare le sigarette.

Il messaggio finale da Astana: l’appello a non rallentare
La giornata si è conclusa con le parole di Tommaso Di Giovanni che ha richiamato il pubblico a non rallentare: “Innovation does not stop. Change is inevitable. Let’s move fast“. Un invito a cogliere l’urgenza del cambiamento, ribadendo come la scienza e la regolamentazione possano rendere più rapido il cammino verso un futuro senza fumo.
“Nel 1993 PMI fece un atto di fede diventando il primo investitore straniero in Kazakistan. Oggi il nostro investimento ha superato il mezzo miliardo di dollari, fornendo occupazione a quasi 1000 persone e creando una struttura pionieristica nella produzione di prodotti senza fumo nella regione. Con circa 4 milioni di fumatori, il Paese ha una grande opportunità per sostituire rapidamente le sigarette con alternative migliori. L’occasione di relegare le sigarette alla storia è a portata di mano”,
ha affermato proprio Di Giovanni in un messaggio via LinkedIn, ringraziando tutti i partecipanti all’evento per il loro contributo.
Dopo i lavori in sala, i partecipanti hanno visitato l’area espositiva, dove PMI ha presentato il proprio portafogli multicategoria di prodotti smoke-free, affiancato da una sezione interattiva in realtà virtuale pensata per confutare miti e false credenze. Spazio anche all’approfondimento scientifico sulle evidenze disponibili e a un focus sul contrasto al commercio illecito, con tecnologie innovative per tracciabilità e sicurezza.
Philip Morris Technovation: superare i falsi miti per un futuro smoke-free
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