A Cali l’ONU e l’associazione di Bergamo lanciano alleanze fra tutela ambientale e diritti umani, con progetti innovativi e sfide globali

Dal 21 ottobre al 2 novembre 2024, Cali ha ospitato la sedicesima Conferenza delle Parti (COP16) della Convenzione sulla Diversità Biologica delle Nazioni Unite. Con lo slogan “In pace con la natura”, l’evento ha riunito delegazioni da tutto il mondo per affrontare le crescenti minacce alla biodiversità e promuovere un modello socioeconomico sostenibile.
La Colombia, uno dei Paesi più ricchi di biodiversità, ha presentato il suo “Plan de Acción por la Biodiversidad 2030”, con sei obiettivi nazionali e 191 azioni concrete per invertire la perdita di biodiversità entro il 2030.
La conferenza ha anche evidenziato la necessità di un’azione urgente per la protezione degli ecosistemi e delle specie, seguendo gli impegni presi nel dicembre 2022 alla COP15 in Canada.
Tuttavia, solo 44 dei 196 paesi partecipanti avevano aggiornato le loro Strategie e Piani d’Azione Nazionali per la Biodiversità (NBSAP) prima dell’inizio della conferenza.
CESVI: molti progetti innovativi per comunità e ambiente
Durante la COP16, l’associazione italiano CESVI ha presentato progetti che uniscono la tutela ambientale alla protezione delle comunità vulnerabili. Tra questi, il progetto ALMAS supporta la popolazione migrante coinvolta nel riciclaggio dei rifiuti urbani, favorendo il riconoscimento legale di questi lavoratori e creando un’associazione di riciclatori urbani. Un altro intervento si concentra sulla costa atlantica colombiana, dove la CESVI collabora con le comunità di pescatori per sviluppare capacità creative e artigianali, incoraggiando l’utilizzo di materiali di scarto per creare prodotti artistici.
Questi progetti non soltanto generano nuove opportunità di reddito, ma promuovono anche una cultura di riutilizzo dei materiali, riducendo l’impatto ambientale. Inoltre, essa osserva come la crisi ambientale si intrecci strettamente con quella umanitaria, con l’azione dei gruppi armati che causa deforestazione e inquinamento delle acque, obbligando molte persone allo sfollamento forzato.

Un’esperta organizzazione bergamasca per l’America Latina
La CESVI è una organizzazione umanitaria laica e indipendente fondata in Italia nel 1985, con sede principale a Bergamo. Il nome CESVI è l’acronimo di Cooperazione e Sviluppo. Opera a livello internazionale nel campo della cooperazione allo sviluppo e dell’aiuto umanitario, con interventi volti a sostenere popolazioni in difficoltà e promuovere lo sviluppo sostenibile.
Le aree chiave di intervento della CESVI includono: emergenze umanitarie, come catastrofi naturali, guerre, epidemie; sicurezza alimentare e nutrizione; protezione dell’infanzia e dei diritti umani; salute pubblica; ambiente e cambiamento climatico; sviluppo economico locale.
Una delle caratteristiche distintive della Cooperazione e Sviluppo è la promozione di un approccio basato sui diritti: le sue attività sono progettate per rafforzare l’autonomia delle comunità locali e costruire soluzioni durature, nel rispetto dell’ambiente e della dignità delle persone.
La CESVI lavora in oltre 20 Paesi tra Africa, Asia, America Latina e anche in Italia, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione, tra cui donne, bambini, migranti e rifugiati.
Sfide e successi della COP16: tra buoni accordi qualche rinvio
La COP16 ha affrontato numerose sfide, tra cui la sicurezza, a causa delle minacce di gruppi armati locali, e la difficoltà nel raggiungere accordi su finanziamenti per la conservazione. Nonostante ciò, sono stati raggiunti importanti risultati, come la creazione del “Cali Fund”, un fondo finanziario globale per favorire una equa redistribuzione dei benefici derivanti dall’uso delle informazioni digitali sulle risorse genetiche. Inoltre, è stato istituito un organo sussidiario permanente per rafforzare il ruolo delle popolazioni indigene e delle comunità locali nella conservazione della biodiversità.
Tuttavia, alcuni accordi cruciali, come la strategia per la mobilitazione delle risorse per garantire 200 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, sono stati rinviati a successivi incontri. La conferenza si è conclusa con la consapevolezza che, nonostante i progressi, resta ancora molto da fare per raggiungere gli obiettivi fissati dal Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework.
La voce degli esperti: l’importanza dell’azione integrata
Secondo Susana Muhamad, Ministro dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile della Colombia e presidente della COP16,
“la biodiversità è fondamentale per la nostra sopravvivenza e benessere. Dobbiamo agire ora per proteggere la natura e garantire un futuro sostenibile per le prossime generazioni”.
Gli esperti sottolineano l’importanza di un approccio integrato che consideri sia la conservazione ambientale che la protezione delle comunità vulnerabili. Progetti come quelli presentati dalla CESVI dimostrano come sia possibile unire sviluppo sostenibile e inclusione sociale, offrendo soluzioni concrete alle sfide globali.
Un futuro sostenibile è possibile e la Colombia l’ha detto
La COP16 ha rappresentato un momento cruciale per il futuro della biodiversità e delle comunità che dipendono da essa. Nonostante le difficoltà, l’impegno di organizzazioni come CESVI e la volontà politica di molti paesi offre speranza per un futuro più sostenibile e resiliente. È fondamentale continuare a lavorare insieme, unendo le forze per proteggere la natura e garantire il benessere delle persone in tutto il mondo.
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