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Stati Uniti d’America

Il Deep Sea Mining ha perso il dono dell’invisibilità

Importante aggiornamento per il Deep-Sea Mining Watch: il portale permette finalmente di monitorare le attività di esplorazione mineraria in acque profonde

Il portale online per monitorare il deep sea mining
La nuova versione del Deep-Sea Mining Watch permette di visualizzare quando e dove sono presenti imbarcazioni che potrebbero essere impegnate in attività di esplorazione ed estrazione mineraria (Foto: Deep-Sea Mining Watch)

Global Fishing Watch e Benioff Ocean Science Laboratory hanno appena presentato un sostanzioso aggiornamento del portale Deep-Sea Mining Watch, che oggi sfrutta immagini satellitari, tecnologie di tracciamento delle imbarcazioni e sistemi di apprendimento automatico per svelare i contorni di un fenomeno preoccupante quanto difficile da monitorare. Per la prima volta, le attività di esplorazione mineraria in acque profonde sono visibili a tutti: la corsa all’oro remota e “invisibile” che ormai da tempo si prepara al fatidico dispiegamento di bulldozer e trivelle sottomarine non potrà più contare sull’oblio totale concesso dalle distanze.

Deep-Sea Mining Watch: il portale per il monitoraggio dell’attività mineraria

L’esplorazione mineraria in acque profonde avviene lontano dagli occhi di tutti: a centinaia di chilometri dalle coste, in regioni del pianeta che pochissimi esseri umani vedranno coi propri occhi, nascosta da migliaia di metri d’acqua, nelle oscure profondità degli abissi oceanici. Questa corsa all’oro è appena agli inizi, ma già preoccupa molto la comunità scientifica, le associazioni ambientaliste e la società civile – anche perché non c’è alcun modo di controllare l’attività delle aziende estrattive in alto mare. O meglio, non c’era fino a oggi.

Global Fishing Watch e Benioff Ocean Science Laboratory dell’Università della California hanno infatti appena presentato il nuovo portale Deep-Sea Mining Watch, che offre per la prima volta la possibilità di monitorare le imbarcazioni impegnate nell’esplorazione mineraria in acque profonde. Il nuovo portale permette agli utenti di seguire i movimenti delle imbarcazioni e di conoscere informazioni come le ore di presenza in una data regione o in un certo periodo di tempo, visualizzando contemporaneamente le aree di licenza dell’Autorità Internazionale per i Fondali Marini (ISA), le zone riservate e le aree protette.

Come ha spiegato il Dottor Douglas McCauley, direttore del Benioff Ocean Science Laboratory,

“Le profondità oceaniche sono da tempo considerate una scatola nera per le attività umane. Deep-Sea Mining Watch offre la prima finestra globale su una delle ultime frontiere industriali del pianeta. Adattando la stessa tecnologia di Global Fishing Watch che ha trasformato la trasparenza nella pesca globale, chiunque – dagli scienziati ai responsabili politici ai cittadini – può vedere dove operano le imbarcazioni legate all’attività mineraria in acque profonde, contribuendo a responsabilizzare un settore emergente”.

Monitoraggio globale del deep sea mining su deep sea mining watch
Il portale permette di seguire le rotte di oltre 50 grandi imbarcazioni in uso per attività minerarie di profondità, fornendo informazioni come il nome e la nazionalità delle imbarcazioni, il tipo di nave e la velocità (Foto: Deep-Sea Mining Watch)

I dati sono potere, e oggi sono accessibili a tutti

Deep-Sea Mining Watch, sviluppato originariamente nel 2016 dal Benioff Ocean Science Laboratory,  raccoglie dati dal sistema di identificazione automatica (AIS), un dispositivo che le grandi imbarcazioni usano per trasmettere la propria posizione (insieme a informazioni come identità, posizione, velocità e rotta).
Incrociando i tracciati delle navi con le aree di esplorazione e i pattern temporali, il portale può dedurre dove e quando ci sono delle imbarcazioni che potrebbero essere impegnate nell’attività estrattiva. Attualmente le grandi imbarcazioni monitorate, note per esercitare questo tipo di attività, sono oltre 50. Ma il progetto è appena iniziato:

“I dati sono potere, e Deep-Sea Mining Watch rimette dati e potere nelle mani delle persone: che si tratti di un’industria conserviera di tonno nelle Samoa Americane preoccupata per le navi minerarie che scaricano inquinamento nelle zone di pesca del tonno; di un responsabile di un data center interessato al rischio che l’attività mineraria rappresenta per i cavi sottomarini; di un nativo hawaiano preoccupato per la sovrapposizione con le rotte di navigazione in canoa; o di un ambientalista interessato a come l’inquinamento acustico causato dall’attività mineraria influisce sulle balene in via di estinzione”, 

spiega McCauley. Oggi, quindi, il mondo può finalmente avere accesso a una visione condivisa e concreta di quello che avviene a migliaia di metri sotto la superficie dell’oceano. Le attività di esplorazione mineraria in profondità, per la prima volta, sono diventate visibili a tutti.

Deep sea mining, una corsa all’oro che riguarda l’umanità intera

Il Deep Sea Mining, ricordano gli esperti di Global Fishing Watch, è ancora agli inizi: ad oggi non sono state ancora concesse licenze di sfruttamento commerciale, ma sono già in corso attività di esplorazione in acque profonde. L’ISA, l’organismo sovranazionale cui spetta la gestione delle attività minerarie nelle acque al di fuori delle giurisdizioni nazionali, ha concesso licenze di esplorazione per oltre 1,5 milioni di chilometri quadrati. La maggior parte di queste licenze riguarda la ricerca di noduli polimetallici nella famosa zona di Clarion-Clipperton.

“La corsa globale ai minerali ha innescato una moderna corsa all’oro nelle profondità del nostro oceano. Le regioni ricche di minerali dei fondali oceanici, come le pianure abissali, le sorgenti idrotermali e le montagne sottomarine, contengono cobalto, nichel, rame e manganese, tra gli altri minerali. Questi ecosistemi, però, sono anche tra i più fragili e meno compresi sulla Terra. L’attività mineraria comporterà la perdita di biodiversità e habitat e potrebbe compromettere funzioni importanti come lo stoccaggio del carbonio in acque profonde, la regolazione del clima e la pesca”,

sottolinea la Dottoressa Diva Amon, consulente scientifica presso il Benioff Ocean Science Laboratory. Perciò la trasparenza è un pilastro irrinunciabile: quello che avviene a migliaia di metri di profondità riguarda tutti gli abitanti del pianeta. Come spiega Paul Woods, Chief Innovation Officer di Global Fishing Watch, il portale open access ha lo scopo di rendere visibile a tutti coloro che hanno un interesse nella gestione responsabile dei fondali marini un fenomeno decisamente difficile da monitorare.

Deep sea mining: l'importanza della trasparenza
Un’infografica del Global Fishing Watch che spiega l’importanza di un approccio basato sulla trasparenza (Foto: Global Fishing Watch)

Il business “segreto” dell’alto mare: beni pubblici, interessi privati

Questo importante avanzamento rientra nel progetto Open Ocean, il cui completamento è previsto per il 2030: allora avremo una mappa pubblica ancora più dettagliata, che traccerà le attività di oltre un milione di navi oceaniche, tra cui l’intera flotta mondiale di pesca commerciale e di trasporto marittimo e centinaia di migliaia di pescherecci più piccoli, nonché decine di migliaia di strutture offshore.

L’obiettivo, spiega Woods, è quello di “rivoluzionare la governance degli oceani, rendendo la trasparenza e la responsabilità la nuova normalità”. Resta che le attività minerarie in profondità sono impossibili da osservare dallo spazio, perché i satelliti si limitano a osservare quello che avviene in superficie. Il problema richiederà una regolamentazione e un monitoraggio molto più rigorosi.

“In questo contesto, il meglio che possiamo fare per tenere sotto controllo l’attività mineraria in acque profonde è dedurre cosa sta accadendo in profondità. Lo facciamo sfruttando il telerilevamento e l’intelligenza artificiale per sapere quando le navi stanno conducendo attività di esplorazione e quando stanno estraendo. Ma ciò che dobbiamo davvero fare è ripensare il modo in cui gestiamo collettivamente questa attività, incluso il modo in cui governiamo, concediamo le licenze e garantiamo trasparenza a tutti gli stakeholder comproprietari dell’alto mare”,

conclude Woods. Solo la trasparenza più assoluta può garantire che questa vasta risorsa condivisa dall’intera umanità sia gestita nell’interesse di tutti.

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Deep-Sea Mining Watch: il deep sea mining è sotto gli occhi di tutti
L’attrice malese Sharifah Sofia tiene uno striscione con la scritta “Stop alle attività minerarie in acque profonde” davanti alla nave da estrazione mineraria in acque profonde “Hidden Gem”, ancorata in mare a Labuan, in Malesia (Foto: Hafizah Juman / Greenpeace)

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