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Giampaolo Tortora: “Equità fra tecnologia e umanizzazione delle cure”

Il cattedratico laziale sul ruolo dell’AI nella ricerca oncologica e sulle sfide legate alla gestione e alla sicurezza dei dati in ambito sanitario

Circular Medical Expo: egli sarà moderatore di un convegno a “Circular Medical Expo” il 4 dicembre a Padova, in Italia
Giampaolo Tortora è Professore Ordinario di Oncologia Medica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore del Cancer Center del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” IRCCS di Roma

Giampaolo Tortora è Professore Ordinario di Oncologia Medica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore del Cancer Center del Policlinico “Agostino Gemelli” IRCCS (acronimo in lingua italiana di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) di Roma. Originario di Formia nella provincia italiana di Latina, dov’è nato il 27 giugno 1960, ha ricoperto in passato molti altri ruoli importanti in ambito sanitario, vantando una lunga esperienza nel settore della ricerca scientifica.

È co-scopritore di diversi farmaci attualmente in uso clinico in pazienti affetti da tumore e autore di oltre 300 pubblicazioni sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali tra cui “New England Journal of Medicine”, “Nature, Journal of National Cancer Institute”, “Proceedings of the National Academy of Sciences” e del “Journal of Clinical Oncology”.

Da molti anni è membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Italiana Malattie del Pancreas (FIMP) nonché dell’Executive Committee e dello Steering Committee dell’International Consortium for the Genome of Cancer (ICGC).

Giampaolo Tortora: le tecnologie digitali avanzate possono accelerare i tempi di diagnosi
Per il Professor Giampaolo Tortora, le tecnologie digitali avanzate possono accelerare i tempi di diagnosi, permettendo un anticipo diagnostico che consente di intervenire con trattamenti locali anziché ricorrere a cure sistemiche a tutto beneficio del paziente

Il Professor Giampaolo Tortora coordinerà la tavola rotonda dedicata a questi temi al “Circular Medical Expo”, in programma il 3 e 4 dicembre a Padova Fiere, in Italia, alla quale parteciperanno il Professor Robert Giovanni Nisticò, Presidente di AIFA, che discuterà di “Scenari globali e innovazione nello sviluppo di farmaci e vaccini”, il Professor Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, con una riflessione su “Medicina di domani: solo per qualcuno o per tutti?”, l’ingegner Giovanni Arcuri, Direttore ICT e Innovazione del Policlinico Gemelli IRCCS, che affronterà il tema dei “Big data e il futuro digitale della Medicina e delle Industrie della Salute”, e l’Ammiraglio Gianluca Galasso, Direttore delle Operazioni dell’Agenzia Cybersicurezza Nazionale italiana, con un intervento dedicato a “Cybersecurity e sfide nella salute globale”.

L’evento veneto di Padova, del quale ci siamo già occupati con il nostro articolo del 5 novembre scorso, rappresenta un’occasione unica di incontro e scambio su questi temi, così come sugli altri non meno importanti che verranno trattati nelle diverse conferenze in programma e delle quali ci occuperemo nei prossimi giorni. Ringraziamo la redazione di Biomednews.it per la collaborazione che ci ha concesso nella realizzazione di questa intervista.

Professor Tortora, prima di tutto grazie per il tempo che ci concede, ma soprattutto per il suo impegno quotidiano nella lotta contro i tumori. La prima domanda riguarda il nuovo approccio nei confronti della “salute globale”: può aiutarci a capire meglio?

“Oggi non possiamo più considerare il mondo in cui viviamo come segmentato: è evidente che ogni nostro comportamento ha conseguenze sull’ambiente circostante, le quali si riflettono sulla nostra salute e sulla qualità della nostra vita. Un tema quotidiano è quello dell’inquinamento e dell’alimentazione, che influenzano profondamente la nostra salute. Il concetto di circolarità rappresenta un principio fondamentale per la nostra società, sia attuale che futura, e non possiamo più ignorarlo. È essenziale che tutte le nostre azioni e gli investimenti in ambito sanitario tengano conto di questa prospettiva circolare”.

Come vede l’integrazione tra innovazione digitale e medicina tradizionale nei prossimi anni?

“L’innovazione che stiamo vivendo è straordinaria e non si limita alla tecnologia. La trasformazione digitale consente una raccolta massiva di dati, che può essere utilizzata grazie alle potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale. La medicina digitale offre già oggi nuove opportunità per la cura e la salute globale. Ad esempio, l’uso dei big data permette di estrapolare informazioni utili a comprendere le tendenze dei pazienti. Sono stati sviluppati sistemi di alert basati su bot che monitorano costantemente i dati dei pazienti, sia in ospedale che a distanza, intercettando alterazioni in tempo reale. Abbiamo creato ad esempio sistemi capaci di anticipare lo scompenso cardiaco in alcuni pazienti e questa rappresenta solo una delle tante applicazioni. La tecnologia dei digital twins, ovvero copie digitali dei pazienti, permette di condurre sperimentazioni cliniche simulate senza intervenire direttamente sul malato, riducendo così i rischi. Tuttavia, con queste innovazioni emergono anche diversi rischi, come il pericolo di hacking: i dati sanitari sono preziosi e possono attirare il crimine, con possibili ripercussioni su assicurazioni e mutui. In sostanza, l’innovazione corre, ma allo stesso tempo i rischi aumentano, così come le potenziali discriminazioni e disuguaglianze nell’accesso a queste tecnologie”.

Queste nuove tecnologie potranno aiutare a ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure a livello globale? Come possiamo garantire che le innovazioni siano distribuite equamente nel mondo?

“Queste tecnologie dovrebbero rappresentare un passo avanti, ma se l’innovazione è vista solo come un vantaggio per i Paesi più sviluppati e non c’è un adeguato sistema di condivisione globale, si rischia di aumentare le disuguaglianze. Stiamo lavorando proprio per cercare questo equilibrio: è un tema centrale, che richiede uno sforzo di condivisione e la volontà di creare un sistema globale in cui tutti possano beneficiare di queste innovazioni. In caso contrario il rischio di disuguaglianze non si riduce, bensì aumenta”.

Considerando il ruolo cruciale della ricerca oncologica nella medicina moderna, quali opportunità vede nell’utilizzo di tecnologie digitali avanzate, come l’intelligenza artificiale, nella diagnosi e nel trattamento del cancro?

“Le tecnologie digitali avanzate possono accelerare i tempi di diagnosi, permettendo un anticipo diagnostico che consente di intervenire con trattamenti locali anziché ricorrere a cure sistemiche. Questo si traduce in un impatto maggiore sulla malattia, con trattamenti più efficaci e innovativi che, a loro volta, aprono la strada a nuove terapie. Queste tecnologie, quindi, influenzano sia l’ambito diagnostico sia l’approccio terapeutico. Grazie allo sviluppo dei digital twins, o avatar digitali dei pazienti, è possibile accelerare la sperimentazione clinica senza esporre direttamente le persone a rischi di tossicità nella fase di sviluppo del farmaco. Inoltre, i sistemi digitali permettono di anticipare, anche in vitro, ciò che oggi è possibile verificare solo sul paziente”.

Come si può bilanciare il bisogno di innovazione con l’importanza di mantenere l’aspetto umano della cura? Quale sarà il ruolo delle competenze umane nel futuro della medicina digitale?

“Le competenze umane saranno fondamentali per la governance di questi processi. Il rischio più grande è rinunciare a una governance strutturata e condivisa, il che sarebbe estremamente pericoloso. L’Europa, e l’Italia in particolare, sta lavorando per disciplinare e regolamentare questi aspetti, essendo il nostro l’unico continente ad essersi posto il problema in modo così approfondito. Sono convinto che la governance umana sia imprescindibile: le macchine possono fare molto dal punto di vista tecnico, ma non possiamo permettere che venga perso il controllo, la direzione e l’umanizzazione dell’innovazione e delle cure. Almeno per ora, le macchine non sono in grado di erogare questo aspetto umano”.

La sintesi della conferenza stampa di presentazione dell’evento “Circular Medical Expo”

La presentazione di Giampaolo Tortora del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma

Ecco quattro approfondimenti che potrebbero interessarti:

Attesa a Padova per il “Circular Medical Expo” del 3 e 4 dicembre
Walter Ricciardi: “La digitalizzazione dei sistemi sanitari è cruciale”
Luigi Bertinato: “In futuro ospedali sempre più a tempo e per acuti”
Gino Gerosa: “Environmental, Social e Governance, ma in… salute”

Giampaolo Tortora: l'evento “Circular Medical Expo – Innovation for Global Health” atteso alla Fiera di Padova

Immagine di gruppo a Venezia per i protagonisti della conferenza stampa di presentazione dell’evento “Circular Medical Expo – Innovation for Global Health” atteso alla Fiera di Padova

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