La visita di quattro Ministeri della Salute asiatici al Distretto di Mirandola apre nuove opportunità per PMI e cooperazione sanitaria internazionale

(Illustrazione: Innovando.News)
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Italian Trade Agency (ITA) hanno recentemente organizzato la visita in Italia di una delegazione di dirigenti dei Ministeri della Salute di Thailandia, Filippine, Uzbekistan e Tagikistan, coordinata dell’Asian Development Bank.
La missione ha fatto tappa anche nel Distretto Biomedicale Mirandolese, con risultati che sono stati ritenuti molto positivi sia dai rappresentanti di MEF ed ITA che dai componenti stessi della delegazione orientale.
Senza nulla togliere ai grandi eventi internazionali, come fiere e congressi scientifici, questo modo di creare opportunità di conoscenza diretta ed approfondita tra aziende biomedicali ed istituzioni sanitarie di altri Paesi, potrebbe davvero fare la differenza, in particolare per le piccole imprese.
Essenziale si è dimostrato il ruolo che in ambito internazionale viene definito del “networker” che, da profondo conoscitore del settore e delle aziende del territorio, è stato in grado di rendere efficaci le poche ore a disposizione. La preparazione, l’accoglienza e le presentazioni sono state organizzate dallo staff del portale di networking distrettobiomedicale.it, che ha anche selezionato le cinque imprese che hanno avuto l’opportunità di presentarsi e far conoscere i loro prodotti.
Il valore storico e industriale del distretto nord modenese
Per iniziare si è partiti dal breve racconto della storia del territorio mirandolese e del suo fondatore, il dottor Mario Veronesi, per poi passare all’esperienza del Distretto, sottolineando in particolare il ruolo che hanno sempre avuto le piccole e medie imprese innovative, dettaglio quest’ultimo che è stato colto con interesse dai visitatori per gli spunti che potrebbe fornire ai progetti di sviluppo del loro Paesi.
L’Innovazione è il motore della cosiddetta “Global Health”, ma al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori, non tutti hanno la consapevolezza che ospedali ed industria biomedicale lavorano assieme per svilupparla, nell’interesse dei pazienti quindi di tutti noi.
Durante la visita è stato ben evidenziato che, per riuscire a farlo in modo efficace, servono competenze multidisciplinari, interne ed esterne alle aziende, costantemente orientate all’innovazione. A questo proposito la delegazione ha visto il ruolo essenziale di tutta la filiera produttiva, formata da fornitori altamente specializzati nei rispettivi ambiti, che tra l’altro ottengono spesso vantaggi “collaterali”, con il passaggio di esperienze tra un settore e l’altro. Anche questo è un elemento positivo da non sottovalutare e che dimostra che, a volte, considerarsi parte di una sola filiera può essere un limite.
Persone, competenze e tecnologia come veri punti di forza
Negli stabilimenti di produzione visitati, la delegazione asiatica ha potuto apprezzare gli elevati standard tecnologici, ma soprattutto la grande esperienza degli operatori. Sono le persone, infatti, il vero valore aggiunto del Distretto Biomedicale Mirandolese. Un patrimonio per il territorio e per il paese, che dovrebbe essere valorizzato meglio.
Questa iniziativa del Ministero italiano dell’Economia e dell’Italian Trade Agency, è stata sicuramente positiva, e per questo merita che le aziende si impegnino a dare seguito agli incontri per arrivare ad aumentare la dotazione di prodotti biomedicali italiani degli ospedali di quattro Paesi che, vale la pena ricordarlo, sono Thailandia, Filippine, Uzbekistan e Tagikistan. Vanno creati canali di relazione stabili con partner locali.
Collaborazioni future coi Governi di Tashkent e Dushanbe?
Si tratta di un percorso lungo e difficile, ma inevitabile, e per questo le aziende partecipanti hanno avuto i riferimenti necessari. Potranno instaurare relazioni dirette ad alti livelli con tutti i componenti della delegazione, mentre il team di comunicazione e networking del portale distrettobiomedicale.it ha consolidato i contatti istituzionali che potrebbero portare a sviluppi interessanti, in particolare con le Repubbliche del Tagikistan e dell’Uzbekistan.
La Rappresentante della National Regulatory Authority for Medicines del Governo di Dushanbe ha dato la propria disponibilità ad assistere le aziende italiane nella registrazione dei propri dispositivi medici nel loro Paese, mentre un alto esponente del Ministero della Salute di Tashkent si è dimostrato interessato a dare seguito all’incontro, progettando assieme un modello di collaborazione continuativo di reciproco interesse.
Il ruolo decisivo della cooperazione tra le PMI italiane
Considerato che tutto è iniziato con una semplice proposta via e-mail giunta da Roma, prontamente accolta dal portale di networking, possiamo concludere sottolineando che, quando impegno e professionalità, sia del settore pubblico che delle aziende private, si mettono assieme, le iniziative riescono bene. Poi, vale la pena sperare che portino anche vantaggi nel tempo, ma questo dipende in primis dalle aziende e dal mercato.
L’ideale sarebbe che le piccole e medie imprese trovassero il modo di continuare assieme il complesso iter che le attende, condividendo impegni e costi nel reciproco interesse.
Qualche dubbio che tutto ciò possa succedere è giustificato, ma prima o poi dovrà succedere.
L’evoluzione e l’internazionalizzazione del distretto biomedicale di Mirandola
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