PMI, dal The Cube di Neuchâtel, rilancia un appello globale: più trasparenza e norme efficaci per costruire un futuro senza fumo

Durante l’evento Technovation tenutosi il 27 maggio 2025 presso The Cube, il centro R&D di Philip Morris International a Neuchâtel, l’azienda ha esplorato in profondità le sfide legate alla transizione verso un futuro senza fumo.
Accanto a riflessioni su innovazione, regolamentazione e riduzione del danno, ampio spazio è stato dedicato a due ostacoli fondamentali: la disinformazione sulla nicotina e il dilagare del commercio illecito di prodotti a base di tabacco e nicotina. Quest’ultimo tema è stato affrontato nel panel “From Misinformation to Misguided Policy” da esperti come il dottor Rohan Andrade De Sequeira, medico cardio-metabolico, Lindsey Stroud, responsabile e creatrice di Tobacco Harm Reduction 101, Bill Wirtz, Senior Policy Analyst presso il Consumer Choice Center e Maria Alejandra Medina, coordinatrice tecnica e regionale di Corporación Acción Técnica Social, con la moderazione di Brent Stafford, fondatore di RegWatch.
In che modo il mercato nero della nicotina frena la lotta al fumo
Philip Morris International ritiene che il commercio illecito di tabacco e prodotti senza fumo rappresenti una delle più grandi minacce al progresso verso un futuro senza fumo. Questo fenomeno espone infatti i consumatori a prodotti non conformi e potenzialmente pericolosi, priva i governi di entrate fiscali fondamentali e alimenta reti criminali transnazionali. Di conseguenza, ostacola l’adozione di alternative regolamentate e mina la fiducia nelle istituzioni.
Secondo le stime dell’azienda, fino al 14-15 per cento delle sigarette vendute globalmente, escludendo Cina e Stati Uniti, viene acquistato sul mercato nero. Inoltre, PMI calcola che i consumatori consumino quasi 500 miliardi di sigarette illecite ogni anno in tutto il mondo. Un caso emblematico è la Francia, dove l’elevata tassazione ha favorito il consumo illecito, che oggi rappresenta quasi la metà del mercato nazionale, causando una perdita fiscale stimata in 7,3 miliardi di euro.
Chiaramente, i prodotti venduti illegalmente sono spesso di qualità inferiore, privi di controlli e realizzati in condizioni precarie. Le reti di distribuzione li consegnano senza alcuna attenzione alla protezione dei minori, indebolendo così le politiche di prevenzione e rendendo più difficile convincere i fumatori a rinunciare alle sigarette tradizionali.
Dietro i traffici illeciti: violenza, reti criminali e corruzione
L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e il Dipartimento di Stato USA definiscono il commercio illecito del tabacco una minaccia alla sicurezza pubblica. Secondo i relatori del panel, le reti criminali che operano in questo ambito sono spesso collegate ad altri gravi reati, come il traffico di esseri umani, il riciclaggio di denaro e la corruzione.
Un esempio citato è l’Australia, dove le restrizioni severe alla vendita legale delle sigarette elettroniche hanno causato un aumento degli acquisti sul mercato nero. In altre parole, oltre il 90 per cento degli utenti acquista illegalmente questi prodotti, mentre le violenze tra gang rivali crescono rapidamente: più di ottanta attentati incendiari e almeno due sparatorie collegati alla filiera illegale del tabacco e delle sigarette elettroniche.

Le contromisure tra tecnologie, leggi e cooperazione internazionale
Per contrastare efficacemente il commercio illecito di tabacco e prodotti senza fumo, PMI propone un approccio olistico e multilivello. Le soluzioni chiave includono l’adozione di una regolamentazione equilibrata, che eviti misure proibizioniste e favoriscano l’accesso legale a prodotti più sicuri, l’implementazione di una tassazione sostenibile, in grado di ridurre l’incentivo all’acquisto di prodotti contraffatti o illegali, e l’applicazione di pene severe per chi commette reati legati al commercio illecito.
Inoltre, PMI sottolinea l’importanza della distruzione sistematica dei prodotti contraffatti e della diffusione di sistemi avanzati di tracciabilità digitale, che permettono di monitorare ogni fase della filiera e identificare rapidamente eventuali deviazioni illegali. Infine, l’azienda ritiene fondamentali campagne informative rivolte ai consumatori per aumentare la consapevolezza sui rischi legati ai prodotti non regolamentati e per promuovere comportamenti di acquisto responsabili.
Questo insieme di misure integrate mira a creare un ambiente regolatorio e di mercato capace di proteggere sia la salute pubblica che la sicurezza dei consumatori, riducendo al minimo l’impatto del commercio illecito e favorendo una transizione efficace verso un futuro senza fumo.
Minori, legalità e futuro: perché il contrasto all’illegale è una priorità
Durante l’evento al The Cube, Tommaso Di Giovanni, Vice President Communications and Engagement di PMI, ha sottolineato come l’innovazione abbia il potere di affrontare grandi sfide globali. Tuttavia, ha avvertito che senza politiche adeguate lo scetticismo rischia di rallentare il progresso e far perdere importanti opportunità.
In questo quadro, il contrasto al commercio illecito assume un ruolo cruciale nella strategia di sostenibilità di PMI. Nel 2023, l’azienda ha coperto con programmi di verifica dell’età il 98 per cento del proprio volume di spedizioni, per garantire che i prodotti a rischio ridotto siano accessibili solo legalmente e in sicurezza. Questo è essenziale non solo per proteggere i minori, ma anche per costruire una società più equa, sicura e libera dalla combustione.
Durante l’exhibition tour conclusivo, i visitatori hanno potuto approfondire il tema del commercio illecito e conoscere le tecnologie sviluppate da PMI per contrastarlo, a testimonianza del ruolo centrale di questa sfida nel percorso verso un futuro senza fumo.
Philip Morris Technovation: superare i falsi miti per un futuro smoke-free
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