Due giorni di confronto internazionale a Stoccolma sul percorso che ha reso la Svezia uno dei casi più osservati al mondo nella lotta al fumo

L’Unione Europea ha fissato al 2040 l’obiettivo di una società “smoke-free”. La Svezia, però, sembra già essere sulla linea del traguardo, con soltanto il 4,5 per cento dei suoi circa 10 milioni e mezzo di abitanti che fuma abitualmente sigarette.
Non stupisce che sia stata un’agenda fitta di incontri e panel quella andata in scena il 19 e 20 maggio a Stoccolma durante il Technovation, l’evento organizzato da PMI che ha riunito responsabili politici, scienziati, giornalisti, ricercatori, autorità di regolamentazione ed esponenti del settore per discutere il futuro del consumo di nicotina. Dalla scienza legata ai prodotti orali alle politiche normative, passando per il ruolo dell’educazione dei consumatori e dell’innovazione tecnologica, il filo conduttore dei due giorni è stato soprattutto uno, il cosiddetto “modello svedese”.
Non a caso, come già accaduto in altre edizioni internazionali dell’evento, il Paese ospitante è diventato anche il principale case study attorno a cui sviluppare il confronto. Nel caso della Svezia, al centro del dibattito sono finiti proprio i bassi tassi di fumatori registrati nel Paese e la crescente diffusione di alternative senza combustione, indicate da PMI e dagli esperti intervenuti tra i fattori che, insieme a regolamentazione differenziata, innovazione e libertà di scelta, potrebbero contribuire alla riduzione del consumo di sigarette tradizionali.
Ospitato negli spazi di Fotografiska, celebre galleria dedicata alla fotografia contemporanea nella capitale svedese, l’incontro è stato anche l’occasione attraverso cui PMI ha illustrato la propria visione sul futuro della riduzione del danno legato al tabacco e sull’evoluzione del mercato smoke-free.
Dalla carne sintetica ai sostituti nicotici: il paradosso dell’innovazione accettata a metà
Ad aprire i lavori, come da tradizione, è stato Tommaso Di Giovanni, Vice President Communications and Engagement di Philip Morris, che ha subito riportato il dibattito su uno dei temi centrali dell’evento: la difficoltà con cui governi e società tendono ad accogliere il cambiamento e il ruolo che la scienza dovrebbe avere nel guidarlo.
“L’innovazione deve lavorare con i comportamenti umani, non contro di essi. Questo modo di pensare è ciò che permette all’innovazione di avere un vero impatto. Spesso i governi ci mettono anni per capire l’impatto delle innovazioni”
A tal proposito, Di Giovanni ha citato quanto sta accadendo anche con la carne sintetica, con la guida autonoma, con i dispositivi indossabili capaci di monitorare i parametri vitali e, allo stesso modo, con le innovazioni come i dispositivi a tabacco riscaldato, le e-vapor e le nicotine pouches. Reticenza che non ferma PMI, che dal 2008 ha investito 16 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo per i nuovi dispositivi senza combustione e ha assunto oltre 1.600 tra ricercatori e ingegneri.
Certo, nonostante gli attriti, il processo di evoluzione è iniziato già da diversi anni e vede alcuni Paesi, come il Regno Unito e la stessa Svezia, adottare approcci sempre più aperti nei confronti dei prodotti senza combustione destinati ai fumatori adulti che vogliono abbandonare le sigarette tradizionali. Dispositivi e alternative che continuano a evolversi anche grazie allo sviluppo tecnologico e alla ricerca scientifica. Su queste basi si è aperto a Stoccolma il Technovation, evento dedicato proprio al rapporto tra innovazione, tecnologia e futuro del consumo di nicotina.
“Abbiamo organizzato l’evento al Fotografiska, il Museo della Fotografia di Stoccolma, una location che per noi rivestiva un significato simbolico particolare. Perché le sigarette devono stare in un museo: come parte del passato, non del futuro“,
fa sapere Di Giovanni.
Il Regno di Svezia come laboratorio europeo delle alternative senza combustione
Nel corso dell’evento, la Svezia è stata più volte indicata come uno dei casi più osservati in Europa (e non solo) sul fronte della riduzione del consumo di sigarette. Il Paese registra oggi una prevalenza di fumatori tra le più basse dell’Unione Europea e tassi di mortalità legati al tabacco inferiori di circa il 40 per cento rispetto alla media UE. Particolarmente significativo, secondo i relatori intervenuti, anche il dato relativo ai singoli uomini svedesi, che presentano alcuni dei livelli più bassi in Europa per quanto riguarda le malattie correlate al fumo.
Durante una tavola rotonda dedicata alla cosiddetta “esperienza svedese”, Patrik Strömer, presidente dell’Associazione dei produttori di snus, ha infatti evidenziato come nel Paese gli uomini abbiano progressivamente sostituito le sigarette tradizionali con prodotti orali a base di nicotina come lo snus, contribuendo a un calo del fumo molto più rapido rispetto a quanto avvenuto in altri Stati europei.
“Avevamo le stesse normative, gli stessi divieti di fumo e gli stessi avvertimenti sanitari”,
ha osservato Strömer, sostenendo che la differenza starebbe soprattutto nella disponibilità di alternative senza combustione.
Un tema che si collega direttamente anche alla strategia multi-categoria di PMI, sempre più focalizzata su prodotti smoke-free differenti tra loro, dai dispositivi a tabacco riscaldato IQOS alle e-vapor VEEV fino ai sacchetti di nicotina ZYN. Una direzione rafforzata anche dall’acquisizione di Swedish Match nel 2022 che, come sottolineato da Tommaso Di Giovanni, “non ha significato soltanto acquisire un’azienda, ma anche conoscenza” in uno dei mercati più avanzati al mondo nel settore dei prodotti orali alla nicotina.

La giornata inaugurale accende il confronto globale sulle alternative smoke-free
La prima giornata del Technovation si è concentrata soprattutto sul rapporto tra scienza, regolamentazione e prodotti smoke-free, alternando panel tecnici, incontri politici ed esperienze immersive dedicate al vasto portafogli senza combustione di PMI. Dopo l’apertura affidata a Tommaso Di Giovanni, gran parte dell’attenzione si è infatti spostata sui sostituti nicotici e sul loro ruolo decisivo nella riduzione del consumo di sigarette.
Tra i momenti più rilevanti anche il confronto tra Christos Harpantidis, Group Chief Corporate Affairs Officer di PMI, e Nick Ricketts, CEO di Swedish Match AB e President Oral Products di PMI, dedicato proprio alle prospettive future del mercato smoke-free e alle lezioni tratte proprio dal caso svedese. Ampio spazio anche agli aspetti scientifici legati alla nicotina, con interventi focalizzati su dipendenza, rischio relativo e dati tossicologici.
Nel pomeriggio il dibattito si è invece spostato sulle politiche normative internazionali e sul futuro delle cosiddette nicotine pouches (bustine morbide contenenti nicotina in forma di sali, aromi e fibre vegetali), con panel dedicati alla regolamentazione dei prodotti smoke-free e alle differenze tra i vari approcci adottati dai Paesi occidentali. Tra gli ospiti intervenuti anche Mats Löfström, membro del Parlamento finlandese, e Tom Price, ex Segretario alla Salute degli Stati Uniti.

Gli highlights del secondo giorno, tra regolamentazione europea e salute pubblica
La seconda e ultima giornata del Technovation svedese si è concentrata soprattutto su ciò che comporterà il mercato di domani. Sul futuro normativo, ovvero, dei prodotti smoke-free e sulle profonde differenze che ancora oggi separano i vari approcci internazionali alla riduzione del fumo. Al centro del dibattito il tema della regolamentazione, sempre più determinante – secondo i relatori – nel favorire o rallentare la diffusione delle alternative senza combustione.
Uno dei panel principali ha infatti analizzato il rapporto tra decisioni politiche, salute pubblica e innovazione, con interventi di figure provenienti dal mondo sanitario, istituzionale e regolatorio come Ellen Huttunen, advisor finlandese in materia di health policy, e Agnieszka Wyszynska-Szulc, Vice President Regulatory, Product & ESG Policy di PMI. I relatori hanno soprattutto evidenziato le conseguenze inattese prodotte da normative considerate troppo restrittive o poco allineate alle evidenze scientifiche.
Nel corso del pomeriggio spazio poi a diversi breakout panel dedicati alla competitività europea, a metà vendita responsabile e traffici illeciti. Tra i temi affrontati anche la frammentazione normativa dell’Unione Europea stessa, il rischio di alimentare mercati paralleli attraverso divieti generalizzati e la necessità di sistemi più efficaci per impedire l’accesso ai minori ai prodotti alla nicotina, soprattutto online.
Philip Morris Technovation: superare i falsi miti per un futuro smoke-free
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