Una regione incontaminata dell’oceano si mostra per la prima volta agli scienziati: mappe, rilievi e previsioni climatiche per aiutare la conservazione

L’anello di mare che circonda l’Isola di Ascensione, nel cuore dell’Atlantico, è una delle aree oceaniche più protette del mondo. Eppure, gli ecosistemi di acque profonde che caratterizzano l’ambiente marino sono rimasti in larga parte inesplorati in quanto molto difficili da raggiungere.
Qualche tempo fa, però, nell’ambito di un’importante iniziativa di tutela della biodiversità che porta il nome di Charles Darwin, gli scienziati di diverse istituzioni britanniche hanno iniziato a studiare da vicino l’Area Marina Protetta dell’Isola: nel giro di un paio d’anni, sono stati acquisiti dati fondamentali sulla batimetria, sulla biologia e sulle condizioni oceanografiche dell’area, rivelando i contorni di un mondo ricchissimo che si prepara ad affrontare grandi cambiamenti per effetto del riscaldamento globale.
Isola di Ascensione, un oceano ancora inesplorato
Nel 1843, l’Isola di Ascensione era spoglia e arida, dominata dall’imponente presenza di un picco vulcanico alto oltre 850 metri e da resti di colate laviche che si allungano fino al mare. Così, su consiglio di Charles Darwin, che aveva visitato l’isola pochi anni prima, il botanico ed esploratore Joseph Hooker decise di creare un ecosistema artificiale facendo arrivare via mare centinaia di piante dagli orti botanici di tutto il mondo. Alla fine del 1870 eucalipti, pini di Norfolk, banani e bambù avevano invaso il territorio.
Oggi la Green Mountain è coperta da una foresta piuttosto estesa, testimonianza vivente del primo esperimento di terraformazione della storia. Il resto della piccola Isola di Ascensione, 91 chilometri quadrati in mezzo all’Oceano Atlantico, è rimasto piuttosto spoglio di vegetazione, dominato da scenari vulcanici e grandi installazioni militari.
Tutt’intorno a questo lembo di terra emersa, picco isolato della Dorsale Medio Atlantica, però, si nascondono mondi ricchissimi e ancora inesplorati. I 445.000 chilometri quadrati di oceano che circondano l’isola sono una delle aree marine più protette del mondo: all’interno dell’Area Marina Protetta (AMP) istituita nel 2019 sono vietati sia la pesca commerciale su larga scala sia l’estrazione mineraria dai fondali marini.
Il mare di Ascensione ospita molte specie che non si trovano in nessun altro posto e habitat di profondità in gran parte incontaminati e ancora da scoprire, che i ricercatori non erano ancora riusciti a raggiungere. Negli ultimi anni però, grazie alla Darwin Initiative, che finanzia progetti di tutela della biodiversità e mitigazione dei cambiamenti climatici nei territori d’oltremare del Regno Unito, gli scienziati hanno iniziato ad esplorare questa remota regione dell’Atlantico, che oggi è un po’ meno misteriosa.

Mappe e modelli climatici: presente e futuro di un mare in pericolo
All’inizio di quest’anno, il British Geological Survey (BGS) ha realizzato le prime mappe che descrivono dettagliatamente le caratteristiche, la distribuzione e l’estensione degli habitat costieri dell’AMP dell’Isola di Ascensione e mostrano montagne sottomarine, colate laviche sommerse, creste, frane e canali che non erano mai state incluse in nessuna carta.
Nonostante sia una delle regioni oceaniche più tutelate al mondo, questo mondo che inizia a svelarsi è gravato da una minaccia concreta. Come spiega il dottor Lee de Mora, capo ricercatore e modellista di ecosistemi marini al Plymouth Marine Laboratory,
“Le AMP come l’Isola di Ascensione possono essere molto efficaci nel ripristinare e proteggere gli ecosistemi marini, ma ciò non le rende immuni dai cambiamenti climatici. Le proiezioni prevedono che nel prossimo secolo la regione dell’AMP diventerà più calda, più salina, più acida, con meno nutrienti, meno clorofilla e meno produzione primaria nelle acque superficiali. Anche negli scenari a basse emissioni, i modelli prevedono cambiamenti significativi all’interno dell’AMP”.
Gli scienziati del Plymouth Marine Laboratory, insieme ai colleghi del governo dell’Isola di Ascensione e dell’Università di Exeter, sono giunti a queste conclusioni analizzando la circolazione marina e la biogeochimica dell’AMP per delineare i possibili impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini dell’area:
“Abbiamo utilizzato le componenti marine delle simulazioni al computer del clima terrestre per cercare di prevedere il futuro dell’area marina protetta dell’Isola di Ascensione, proiettando una serie di scenari di emissione”,
spiega de Mora. Negli scenari a più alte emissioni, si legge nello studio, si avrebbe addirittura una diminuzione della biomassa dello zooplancton, alla base della catena alimentare marina, cosa che comporterebbe una riduzione della disponibilità di energia per tutte le specie che si trovano ai livelli trofici superiori.

Un mondo nuovo: le acque profonde dell’Isola di Ascensione
Molti degli habitat oceanici dell’Isola di Ascensione si trovano oltre i 30 metri di profondità, dove le immersioni subacquee tradizionali non possono arrivare. Qui si trovano i cosiddetti ecosistemi mesofotici, caratterizzati da un’illuminazione scarsa ma sufficiente per supportare la vita di decine di specie che abbiamo appena iniziato a conoscere.
Uno dei progetti più ambiziosi, nell’ambito della Darwin Initiative, è quello guidato dalla professoressa Kerry Howell, docente di ecologia delle profondità marine presso il Plymouth Marine Laboratory e l’Università di Plymouth, che punta a investigare per la prima volta gli habitat mesofotici dell’AMP. Come spiega Howell, la biologia di questi sistemi è ancora poco conosciuta, poiché richiede tecniche di immersione avanzate o sistemi di telecamere da posizionare sul fondo dell’oceano, cosa che generalmente richiede imbarcazioni di grandi dimensioni. Come spiega la professoressa,
“Sull’Isola di Ascensione, come in molte altre comunità insulari, non sono disponibili grandi imbarcazioni da ricerca, ma le acque profonde sono in realtà molto vicine alla costa e facilmente accessibili da una piccola imbarcazione. Abbiamo quindi sviluppato un sistema di telecamere alla deriva leggero e a basso costo che ci consente di studiare la flora e la fauna marina sul fondale marino da un gommone”.
Così i ricercatori hanno iniziato a osservare la vita sui fondali marini tra i 30 e i 100 metri di profondità, acquisendo il primo set di dati sugli ecosistemi mesofotici dell’isola. Nello stesso periodo, il BSG conduceva i rilievi batimetrici dell’area costiera e l’Università di Plymouth raccoglieva i primi dati sulle condizioni oceanografiche di questo tratto di mare.
Il mare dell’Isola di Ascensione, insomma, non è più così misterioso. Le nuove conoscenze, spiegano gli scienziati, permetteranno di gestire più efficacemente la pesca, di quantificare il sequestro di carbonio e di considerare l’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi locali nelle strategie di conservazione.
Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:
Un database condiviso per iniziare a svelare le profondità marine
Uso e tutela delle risorse marine: l’esempio della Nuova Caledonia
Le aree marine protette scoraggiano la pesca illegale: lo studio



