Il paesaggio come infrastruttura viva: il progetto “Roma Continua” vince il concorso della Fondazione Roma REgeneration per la città del futuro

Un team internazionale guidato dagli architetti paesaggisti IT’S, OMA e OKRA si è aggiudicato il concorso “Vision for Rome”, organizzato dalla Fondazione Roma REgeneration con l’obiettivo di raccogliere idee e visioni per un futuro sostenibile e innovativo per la città di Roma.
Il progetto vincitore, “Roma Continua”, si articola attorno a quattro principi fondamentali: benessere, bellezza, conoscenza ed estensione, intesa come riforma e ampliamento dell’esistente. L’idea di base poggia su un cambio di approccio radicale, che vede nel paesaggio romano non più “lo sfondo” della Città Eterna, ma la struttura più antica e resiliente, quella che definisce da sempre e sostiene ancora oggi la geografia di Roma.
A Vision for Rome, il concorso per la rigenerazione della Capitale
Il concorso “A Vision for Rome”, lanciato dalla Fondazione Roma REgeneration lo scorso aprile, nasce con l’obiettivo di raccogliere proposte che contribuiscano a delineare una visione strategica, sostenibile e innovativa per il futuro di Roma.
Rivolta a team multidisciplinari, la call si proponeva di raccogliere idee capaci di sviluppare una visione organica e integrata della città, individuando le vocazioni dei territori e promuovendo soluzioni in grado di combinare sostenibilità ambientale e inclusione sociale attraverso un processo di recupero, conservazione e riqualificazione delle aree verdi o che possano svolgere un ruolo chiave nel migliorare la vivibilità della Capitale.
Alla base del concorso c’era anche l’idea di “promuovere un salto tecnologico ed evolutivo proponendo soluzioni di mobilità e interconnessione sostenibili e realizzabili”, con l’obiettivo generale di migliorare l’accessibilità ai servizi urbani (non soltanto in materia di mobilità sostenibile, ma anche per quanto riguarda sanità, istruzione, spazi pubblici e aree verdi) garantendo una progettazione che tenga conto delle esigenze di tutti i gruppi di popolazione.
I vincitori sono stati annunciati nel corso del secondo Rome REgeneration Forum, che si è tenuto all’Auditorium della Tecnica Confindustria lo scorso 19 maggio. Ad avere la meglio è stato il progetto Roma Continua, sviluppato da un team internazionale guidato dagli architetti paesaggisti di IT’S, OMA e OKRA.

Roma Continua, un’infrastruttura vivente che inizia dal paesaggio
Il progetto Roma Continua, spiegano gli architetti di OKRA, offre un quadro a lungo termine per l’evoluzione di Roma, che ha l’ambizione di superare il concetto di espansione per radicarsi nel paesaggio, nelle infrastrutture e nelle identità già esistenti della città.
Il progetto, si legge sul sito di OKRA, “considera Roma come un ecosistema vivente e crea le condizioni per l’adattamento e la reinvenzione nel tempo”. È guidato da quattro idee centrali: benessere, bellezza, conoscenza ed estensione. Queste idee, spiega il team, si traducono in interventi mirati a diverse scale, tra cui corridoi verdi, hub di mobilità e nuovi programmi che integrano alloggi e riqualificazione adattiva.
Il progetto Roma Continua nasce da un radicale cambio di prospettiva, che smette di considerare il paesaggio come “uno sfondo” per la città e inizia a vederlo per quello che è realmente, e cioè la sua struttura più antica e resiliente. Come spiega il team,
“Molto prima che la città costruita prendesse forma, fiumi, valli, pianure fertili e sistemi ecologici definivano la geografia di Roma e continuano a sostenerla ancora oggi. In Roma Continua, trattiamo questa eredità come un’infrastruttura vivente: una rete che coordina acqua, suolo, vegetazione, mobilità e vita quotidiana”.

Cinque corridoi strategici per il sistema metropolitano di Roma
La visione di Roma Continua si struttura intorno a cinque corridoi paesaggistici che abbracciano l’intera geografia della città: il primo è il corridoio del Tevere, la spina dorsale della città; il secondo prevede un collegamento ecologico tra laghi di Albano e Nemi e quello di Bracciano che connette i paesaggi del sud della città con l’estremo nord dell’area metropolitana; il terzo corridoio coinvolge la valle fertile dei terreni agricoli romani, concepita come una risorsa ecologica vivente; il quarto intervento comprende due cunei paesaggistici votati alla biodiversità che arrivano a toccare il cuore della città (e i suoi quartieri più densamente popolati) a partire da nord e da sud; il quinto corridoio prevede infine la rinaturalizzazione dell’Aniene, che diventa un “wild urban river”.
Come spiega il team di progettazione, questi corridoi non sono da intendersi come singoli interventi a se stanti, ma come schemi strategici, nonché come strumenti che possano orientare le priorità e gli investimenti nel tempo. Il concetto fondamentale, comunque, è legato a un’espansione che non consuma:
“Lavoriamo con ciò che già esiste: aree interstiziali, terreni agricoli periurbani e margini sottoutilizzati, reinterpretati come riserve di valore anziché come scarti. Il paesaggio diventa spazio civico, un bene comune che distribuisce qualità, natura e opportunità in modo più equo in tutta l’area metropolitana”.
La mobilità intelligente come catalizzatore del cambiamento
Ancorati ai cinque corridoi paesaggistici, si trovano cinque hub di mobilità integrata (Cornelia, Magliana, Appia, Togliatti, Tor di Quinto) che costituiscono il tessuto connettivo tra la rinnovata infrastruttura paesaggistica di Roma e i suoi programmi urbani. Ognuno di questi hub, concepito come “Forum dell’Innovazione”, serve a convogliare trasporti, alloggi, servizi pubblici e nuovi programmi, permettendo al cambiamento di propagarsi verso l’esterno nel tessuto urbano circostante.
Questi hub di mobilità multimodale, spiega il team di OMA che ha lavorato al progetto, hanno le potenzialità per trasformare un sistema frammentato in una rete coerente e accessibile sia per i residenti che per i visitatori. Ma il vero cambio di paradigma, qui, sta nel passaggio dall’espansione alla ricalibrazione:
“Riorganizzando infrastrutture, natura e riutilizzo, puntiamo a creare le condizioni affinché Roma possa continuare a evolversi secondo le proprie regole nei prossimi 25 anni”,
ha spiegato David Gianotten, Managing Partner di OMA.
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