Nuove strategie e investimenti rafforzano connettività, competenze e clima, consolidando il ruolo di Lomé come hub tecnologico regionale

Nell’orizzonte dell’Africa occidentale, il Togo emerge come un laboratorio dinamico di trasformazione digitale. È un percorso iniziato prima della pandemia di COVID-19 e rilanciato a dicembre 2024 con il primo finanziamento da 100 milioni di dollari da parte della Banca Mondiale, nell’ambito dell’ambizioso programma “Togo Digital Acceleration”.
A distanza di pochi mesi, nel luglio 2025, il Paese francofono consolida questa traiettoria con una strategia aggiornata, centrata su inclusione digitale, resilienza climatica e infrastrutture intelligenti.
In questo scenario, il digitale non è soltanto strumento di sviluppo, ma leva strutturale per una nuova competitività nazionale.

Oltre il lancio: il primo finanziamento e lo sviluppo concreto
Il progetto approvato dalla Banca Mondiale prevede una serie di investimenti progressivi, coordinati con l’International Development Association (IDA). La prima tranche di 100 milioni di dollari punta a connettere oltre 8.000 enti pubblici (scuole, ospedali, municipi) alla banda larga e a garantire l’accesso a Internet a più di un milione di cittadini, soprattutto nelle aree periferiche.
“Questa iniziativa è una svolta per il Togo, perché ci permette di collegare le nostre scuole, strutture sanitarie e istituzioni pubbliche a Internet ad altissima velocità, aprendo la strada a innovazione e progresso”,
ha dichiarato Cina Lawson, Ministra dell’Economia Digitale e della Trasformazione Digitale della Nazione africana, nel comunicato ufficiale rilasciato dalla Banca Mondiale.
Il progetto non si limita alla connettività. Include anche la formazione digitale per i giovani e le donne, il rafforzamento delle competenze imprenditoriali e lo sviluppo di soluzioni digitali in grado di affrontare le sfide climatiche. Grazie alla collaborazione con l’IFC (International Finance Corporation), è previsto anche un fondo dedicato alle startup e all’ecosistema tech.
Innovazione sociale, dalla biometria ai trasferimenti digitali
Il Togo ha già dimostrato la sua capacità di utilizzare la tecnologia per affrontare emergenze reali. Durante la pandemia da coronavirus del periodo 2020-2021, il Governo ha implementato Novissi, una piattaforma innovativa di trasferimenti digitali che ha distribuito in modo efficiente aiuti finanziari ai cittadini più vulnerabili. Il sistema, basato su dati biometrici, intelligenza artificiale e geolocalizzazione, è stato citato come best practice da organismi come il Fondo Monetario Internazionale.
In un’intervista rilasciata nel 2022 a IMF Finance & Development, Cina Lawson ha dichiarato:
“Abbiamo utilizzato la tecnologia per identificare beneficiari in modo preciso, raggiungendo migliaia di cittadini senza bisogno di strutture intermediarie. L’efficienza è stata massima”.
Questa esperienza ha posto le basi per una gestione digitale avanzata dei servizi pubblici. L’Esecutivo di Lomé intende estendere la logica di Novissi ad altri programmi di welfare, sostenendo l’adozione di sistemi di pagamento mobili e ID digitali.

Strategia 2025–2030: Lomé punta alla leadership regionale
A maggio 2025, il Ministero dell’Economia Digitale ha pubblicato un bando per aggiornare la strategia nazionale “Digital Togo 2025” e definire la nuova roadmap per il periodo 2025–2030. L’obiettivo è consolidare la posizione del Togo come hub regionale dell’innovazione digitale, con particolare attenzione ai settori agritech, logistica, energia, fintech e governance elettronica.
Il bando, aperto a consulenti ed esperti con esperienza internazionale, prevede quattro fasi: una diagnosi dello stato attuale, l’aggiornamento della visione strategica, la definizione di progetti prioritari e la costruzione di un cronoprogramma operativo sostenibile.
Come ha spiegato in una dichiarazione ufficiale Yaw Asamoah, responsabile World Bank per lo sviluppo digitale in Africa occidentale:
“Il Togo si distingue per la coerenza della sua visione digitale. Sta investendo in infrastrutture, competenze e inclusione, tre pilastri fondamentali per rendere la trasformazione sostenibile nel tempo. Il nostro supporto mira a creare una base solida per servizi digitali pubblici scalabili”.
Fily Sissoko: “Aiutare i giovani e le donne è una priorità…”
L’approccio togolese alla digitalizzazione si caratterizza per una governance centralizzata, ma anche aperta all’innovazione locale. Il coinvolgimento della diaspora tech togolese, così come delle università e degli incubatori locali, ha prodotto un ecosistema in crescita.
Secondo Fily Sissoko, rappresentante residente della Banca Mondiale in Togo,
“aiutare giovani e donne ad accedere a contenuti educativi e formativi attraverso internet è una priorità strategica. È così che si crea un circolo virtuoso tra inclusione e crescita”.
Il progetto include anche una componente importante di educazione: i programmi di alfabetizzazione digitale nelle scuole e nei centri di formazione tecnica avranno un impatto potenziale su 200.000 studenti entro il 2026.

Infrastrutture e connettività: Equiano come catalizzatore
L’arrivo del cavo sottomarino Equiano, un’infrastruttura strategica promossa da Google, ha permesso al Togo di aumentare significativamente la propria capacità di traffico Internet. Il collegamento, entrato in funzione nel 2022, ha fatto del Paese uno snodo fondamentale per la connettività nell’Africa occidentale.
Secondo un report di Africa Practice, questo investimento ha contribuito a creare oltre 37.000 nuovi posti di lavoro e ha generato un impatto economico pari a circa 351 milioni di dollari sul PIL togolese.
In parallelo, la joint venture CSquared Woezon, frutto della collaborazione tra Governo e settore privato, continua a espandere la rete in fibra ottica nel territorio nazionale, collegando anche aree rurali e comunità isolate.
Guardando al futuro: sostenibilità più inclusione climatica
Uno degli elementi distintivi del progetto togolese è l’integrazione tra trasformazione digitale e resilienza climatica. Oltre a migliorare l’efficienza energetica delle infrastrutture ICT, Lomé ha avviato programmi per utilizzare i dati satellitari e le tecnologie digitali nella gestione delle risorse agricole e ambientali.
Un esempio è il nuovo programma ProMAT (Projet de Modernisation de l’Agriculture Togolaise), lanciato nel giugno 2025 con il supporto della Banca Mondiale: un’iniziativa da 300 milioni di dollari che coinvolge oltre 340.000 agricoltori in percorsi di formazione su pratiche agricole sostenibili, irrigazione intelligente e uso di strumenti digitali.

(Illustrazione: Banca Mondiale)
Sfide e opportunità: le questioni chiave ancora in evoluzione
Nonostante i progressi, permangono alcune sfide cruciali:
disparità regionali: il divario tra capitale e regioni periferiche richiede un approccio calibrato agli investimenti;
capitale umano: la scarsità di sviluppatori, data analyst e tecnici specializzati limita l’espansione dei servizi digitali avanzati;
cybersecurity e privacy: il Togo ha adottato leggi specifiche (come la normativa sulla protezione dei dati del 2019), ma restano carenze in materia di implementazione, audit e formazione.
Il Governo di Lomé è consapevole di questi limiti e ha avviato percorsi di aggiornamento normativo e di formazione professionale in collaborazione con partner internazionali.
Verso un modello africano replicabile in tutta la regione
L’ex colonia tedesca e protettorato francese del Togoland si candida oggi a diventare un modello di riferimento per l’Africa subsahariana in materia di digitalizzazione inclusiva, efficace e resiliente.
La sua esperienza mostra che anche un Paese a basso reddito può trarre vantaggio dalla transizione digitale, se sostenuto da visione strategica, investimenti intelligenti e capacità di coordinamento.
Il percorso è appena cominciato. Ma con la guida di leader come Cina Lawson, il supporto della Banca Mondiale e una società civile sempre più connessa, il Togo sta costruendo una nuova identità: quella di Nazione digitale d’avanguardia.
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