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Uso e tutela delle risorse marine: l’esempio della Nuova Caledonia

Il Parco Naturale del Mar dei Coralli protegge l’intera ZEE della Nuova Caledonia: il virtuoso equilibrio tra uso delle risorse e conservazione

Allevamento e conservazione marina: il caso della Nuova Caledonia
Il Parco Naturale del Mar dei Coralli e l’allevamento del gambero blu in Nuova Caledonia: un esempio di equilibrio tra uso delle risorse e tutela degli ecosistemi (Foto: Poulidori annie / CC BY-SA 4.0)

La Nuova Caledonia ospita uno tra gli ecosistemi marini più ricchi e vari del pianeta: barriere coralline che si estendono per migliaia di chilometri, lagune popolate di megattere e dugonghi, montagne sottomarine e centinaia di specie di pesci e altri animali, tra cui diverse tartarughe marine.

Questo patrimonio è oggi tutelato da una delle aree marine protette più estese del mondo, che copre il 100% delle acque territoriali del Paese. Il Parco Naturale del Mar dei Coralli, che punta a entrare nella Green List IUCN, deve quindi confrontarsi anche con le esigenze economiche e produttive delle comunità locali. Perciò la sua strategia si basa su un virtuoso equilibrio tra uso e conservazione delle risorse marine, che trova un esempio concreto nella filiera corta dedicata all’allevamento del gambero blu.

L’incredibile biodiversità dei mari della Nuova Caledonia

Custode eccellente del versante orientale del Mar dei Coralli, la Nuova Caledonia ospita la seconda barriera corallina più estesa al mondo. Le formazioni coralline del Paese si estendono per oltre 1.600 chilometri e ospitano più di 14mila specie, tra cui oltre 600 specie di coralli. Oltre il 50% della superficie delle barriere coralline e delle lagune d’oltremare del pianeta si trova qui: la laguna formata dalla barriera corallina si estende per 24.000 chilometri.

Ma le acque della Nuova Caledonia ospitano anche megattere, un’estesa popolazione di dugonghi, squali balena (Rhincodon typus) e diverse specie di tartarughe marine – tra cui la tartaruga verde (Chelonia mydas), classificata dall’IUCN come specie in pericolo – che qui depongono le uova.

Una specie particolarmente emblematica della ricchezza faunistica dei mari di questo territorio francese del Pacifico è il nautilus dall’ombelico (Nautilus macromphalus), un cefalopode endemico delle acque della Nuova Caledonia e dell’Australia nord-orientale protetto dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES).

Anche spostandosi sulla terraferma, la Nuova Caledonia presenta la più ricca diversità di specie per chilometro quadrato al mondo, e ospita molte specie uniche al mondo, soprattutto tra gli uccelli e le piante. Il tasso di endemicità è tra i più alti al mondo: l’80% delle oltre 3mila specie di piante da fiore presenti sulle isole si trova soltanto qui.

Ciò è dovuto all’origine di questi territori, che insieme alle terre neozelandesi fanno parte della Zealandia, una massa quasi completamente sommersa di crosta continentale che si è separata dal supercontinente di Gondwana circa 80 milioni di anni fa, creando delle condizioni di isolamento che hanno permesso l’evoluzione di animali e piante unici al mondo.

I tesori marini della Nuova Caledonia
Le lagune formate dalle barriere coralline della Nuova Caledonia fotografate dalla Stazione Spaziale Internazionale (Foto: NASA Earth Observatory)

Il Parco Naturale del Mar dei Coralli verso la Green List IUCN

Nel luglio del 2008, le barriere coralline e le lagune della Nuova Caledonia sono state riconosciute dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Come si legge sul sito dell’UNESCO, quest’area presenta la concentrazione più diversificata al mondo di strutture coralline, ma anche “popolazioni sane di grandi predatori e un gran numero e diversità di pesci di grandi dimensioni”. Inoltre,

“Le lagune della Nuova Caledonia forniscono l’habitat a numerose specie marine emblematiche o minacciate, come tartarughe, balene e dugonghi, la cui popolazione qui è la terza più grande al mondo”.

Per le stesse ragioni, nel 2014, la Nuova Caledonia si è dotata di un’area marina protetta che copre il 100% delle sue acque territoriali: con una superficie di 1,3 milioni di chilometri quadrati, che ospitano le barriere coralline meglio preservate al mondo, isolotti e montagne sottomarini ed ecosistemi ancora in parte sconosciuti, il Parco Naturale del Mar dei Coralli è una delle aree marine protette più vaste del pianeta.

Come ha spiegato Manuel Ducrocq, responsabile del Parco, in una recente intervista rilasciata all’Agence Française de Développement, la Nuova Caledonia ospita il 30% di tutte le barriere coralline considerate vicine al loro stato selvatico, che sono appena ‘1,5% di quelle presenti al mondo.

A partire dall’inizio del 2024, il 10% del parco è stato posto sotto stretta protezione, a confermare l’impegno del Paese nella tutela delle sue ricchezze naturali, messe in pericolo soprattutto dall’estrazione mineraria. L’obiettivo è quello di entrare a far parte della Green List dell’IUCN, il primo standard globale per la valutazione delle Aree Protette. La certificazione dura 5 anni, spiega Ducrocq, così si è “obbligati” ad innalzare i propri standard e fare una programmazione sul lungo periodo.

L’allevamento del gambero Litopenaeus stylirostris (o Penaeus stylirostris) in Nuova Caledonia rappresenta un’attività redditizia svolta in maniera sostenibile e consapevole (Foto: Dugornay Olivier / Ifremer)

Uso sostenibile delle risorse e tutela: l’allevamento del gambero blu in Nuova Caledonia

Il Parco Naturale del Mar dei Coralli non si limita a tutelare le barriere coralline e le lagune dell’arcipelago più meridionale della Melanesia:

“Gli atolli remoti Chesterfield e Entrecasteaux sono tra i luoghi con la maggiore densità di nidi di tartarughe marine e tartarughe verdi al mondo, le balene giungono qui ogni anno dall’emisfero australe per riprodursi nelle lagune della Nuova Caledonia, le montagne sottomarine del Parco naturale del Mar dei Coralli sono considerate dal popolo Kanak come il luogo di riposo delle anime: c’è un forte legame culturale tra le popolazioni locali e il suo spazio marittimo, è per questo che lo spirito del parco marittimo si basa sull’equilibrio tra uso e conservazione”

spiega Ducrocq.

Un esempio concreto è l’allevamento del gambero blu (Litopenaeus stylirostris), sostenuto anche dall’Institut Français de Recherche pour l’Exploitation de la Mer (Ifremer), che dagli anni Settanta sfrutta responsabilmente gli spazi costieri situati tra la fascia di mangrovie e i terreni coltivabili, per lungo tempo inutilizzati. Come spiega Benoit Soulard dell’Ifremer,

“Il produttore non alleva solo gamberetti, ma un intero ecosistema (fitoplancton, zooplancton e altre specie introdotte mediante pompaggio nel bacino). È questo equilibrio che bisogna riuscire a mantenere”.

La Mazzancolla Blu del Pacifico è una specie ittica dal grande valore commerciale, ma qui non esistono allevamenti intensivi: si parla di circa 20 gamberetti per metro quadrato in bacini che vanno da 2 a 12 ettari, contro gli oltre 100 esemplari per metro quadrato degli allevamenti intensivi.

Grazie agli studi dell’Ifremer, inoltre, si limitano antibiotici, integratori chimici e areazione artificiale, e oggi si sta lavorando per sostituire la farina di pesce con soluzioni a base di farina di insetti e microalghe. Oggi, la Nuova Caledonia può vantare 18 allevamenti, 4 incubatoi, 2 produttori di mangimi e un laboratorio di confezionamento.

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Tartaruga verde nel Parco Marino del Mar dei Coralli
Tra le specie che popolano gli ecosistemi marini della Nuova Caledonia c’è la tartaruga verde (Chelonia mydas), classificata dall’IUCN come specie in pericolo (Foto: Guichard Benjamin / Ifremer)

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