A Montichiari all’Assemblea Generale del Consorzio Tutela anche il videomessaggio della Premier italiana Giorgia Meloni

Le minacce dei dazi preoccupano i produttori di Grana Padano, che mercoledì 16 aprile si sono riuniti per celebrare i successi del 2024 e il settantesimo anniversario dalla fondazione del Consorzio di Tutela del formaggio DOP più consumato al mondo. L’occasione è stata l’Assemblea Generale, tenutasi al Centro Fiere di Montichiari (Brescia), alla quale hanno partecipato il Ministro italiano dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida e un videomessaggio di saluto del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, Giorgia Meloni, impegnata a Washington nel vertice con il presidente Donald Trump.
“Il nostro cibo è sinonimo di eccellenza e Grana Padano ne è una delle espressioni più riconosciute ed apprezzate, con tutto il sistema delle indicazioni geografiche che non ci stancheremo mai di difendere”,
ha commentato la premier.
Il presidente del Consorzio di Tutela, Renato Zaghini, ha sottolineato invece i progressi compiuti:
“Nel 2024 abbiamo proseguito nella crescita delle produzioni avviate negli ultimi anni abbiamo performato ottimamente all’estero e in Italia e siamo stati la destinazione più redditizia al mondo per il latte da silomais”
Export in crescita, ma le tensioni sui dazi impongono un po’ di cautela
Con l’approvazione dei nuovi piani produttivo e strategico alla fine del 2024, il Consorzio ha tracciato linee guida chiare per l’espansione nei prossimi anni. Tuttavia, il ritorno dello spettro dei dazi rischia di costringere a una revisione di quegli stessi investimenti, soprattutto nei confronti degli Stati Uniti. Il mercato americano, dopotutto, è terzo per importanza all’estero per Grana Padano, con oltre 215mila forme esportate lo scorso anno e con un incremento di oltre 10 punti percentuali sull’anno precedente.
A tal proposito, queste le parole del Direttore Generale, Stefano Berni:
“Siamo fiduciosi che il Governo troverà il modo di attenuare molto l’impatto delle misure minacciate da Trump. Tuttavia, va sottolineato che il sistema Grana Padano, indipendentemente dall’avvento dei nuovi dazi, si sta intensamente impegnando fuori dall’Italia secondo precise strategie che già nel 2024 hanno portato il 51,2 per cento della produzione oltre confine, puntando anche verso altri paesi oltre gli Stati Uniti, che comunque non raggiungono neppure l’8 per cento del totale esportato. Quindi non possiamo inventarci nulla di aggiuntivo all’estero. E come abbiamo superato l’embargo russo e i dazi del 2020 di Trump, ce la caveremo anche stavolta. Ma è una grave penalizzazione di cui faremmo molto volentieri a meno”
L’intervento della Premier e del Ministro, tra pragmatismo e obiettivi condivisi
Di seguito, l’intervento completo di Giorgia Meloni:
“La nostra priorità è favorire l’accesso degli imprenditori ai mercati, promuovere la qualità italiana, ridurre le barriere che ostacolano la nostra capacità di crescere. Continueremo in questa direzione anche e soprattutto in questa fase tanto complessa quanto in continua evoluzione, nella quale è necessario ragionare con lucidità e lavorare con concretezza e pragmatismo. Tra le tante incertezze voglio darvi una certezza. Il governo continuerà ad essere al vostro fianco, al fianco di chi produce e difende la nostra identità, al fianco di chi tiene alta la bandiera del nostro marchio Made in Italy nel mondo. Perché l’unica cosa che abbiamo a cuore è fare l’interesse dell’Italia e degli italiani”
Nel suo intervento, anche il ministro Francesco Lollobrigida ha rimarcato il valore del Grana Padano come prodotto simbolo del Made in Italy:
“Il Grana Padano è un’eccellenza italiana che si è affermata sui mercati di tutto il mondo, Stati Uniti compresi, e potrà continuare ad aprire nuovi mercati, perché la sua forza è consolidata”
Esprimendo poi fiducia sugli sviluppi auspicati dalla Premier, queste le sue ulteriori considerazioni sul tema dazi:
“Attualmente c’è una sospensione prolungata che permette di trattare come il governo vuole fare, con gli Stati Uniti, con l’Europa che ha un ruolo molto rilevante per le competenze assegnate all’Unione Europea nei rapporti con i paesi terzi sul sistema tariffario. Sui dazi c’è sicuramente preoccupazione, ma anche speranza. Il Grana Padano rappresenta un simbolo straordinario. È un prodotto che ha saputo imporsi sui mercati globali grazie alla qualità e al lavoro prezioso delle nostre imprese, e ha ancora molto da offrire. Il Grana Padano può aprire nuovi mercati e noi saremo al loro fianco”

Al via presto anche nuovi provvedimenti dal carattere tecnico
L’Assemblea Generale ha approvato all’unanimità la relazione di bilancio 2024, il Bilancio di sostenibilità e la conferma dell’attività di autocontrollo. Con l’88,42 per cento dei consensi è stato anche approvato il piano produttivo annuale, insieme ad altri provvedimenti tecnici votati a larga maggioranza.
L’incontro ha visto anche i saluti istituzionali di figure chiave del settore agroalimentare: Ettore Prandini (Coldiretti), Massimiliano Giansanti (Confagricoltura), Raffaele Drei (Fedagri), Gianmichele Passarini (CIA), Tommaso Battista (Copagri), Paolo Zanetti (Assolatte), e Nicola Cesare Baldrighi (Origin Italia).
Il presidente Zaghini ha infine rivolto un appello:
“Ai ‘dazisti’ chiediamo prima di tutto di non danneggiare i loro consumatori, visto che comunque consumeranno Grana Padano ugualmente, ma spendendo molto di più. Ai consumatori chiediamo che continuino a fidarsi di noi, che meritiamo davvero di essere il prodotto DOP più consumato al mondo, perché, come loro sanno bene, siamo i migliori nel rapporto qualità/prezzo. E per questo siamo e rimarremo i primi”
L’andamento della produzione territoriale in cifre e percentuali
Nel 2024, Mantova si conferma ancora una volta il territorio leader con 27 caseifici e oltre 1,7 milioni di forme prodotte, pari al 30,22 per cento del totale nazionale. Seguono Brescia con 29 caseifici e poco meno di 1.349.581 milioni di forme (circa il 24 per cento) e Cremona con 9 caseifici per circa 938 mila forme (pari al 16,65 per cento). Piacenza produce 628 mila forme (11,16 per cento), mentre Vicenza ne conta 364 mila (6,47 per cento).
Altri territori produttivi sono Bergamo con 124 mila forme (2,21 per cento), Lodi con quasi 98 mila (1,73 per cento) e Verona con oltre 103 mila (1,8 per cento). Padova sfiora le 126 mila forme (2,24 per cento), Rovigo è a quota 17.500 (0,31 per cento) e la provincia autonoma di Trento ha prodotto 131 mila forme (2,34 per cento).
Il totale nazionale delle forme di Grana Padano lavorate nel 2024 è stato di 5.635.153 in 135 caseifici. Le cooperative hanno inciso per il 65,21 per cento, mentre le industrie per il restante 34,79 per cento.

L’Europa traina il mercato, ma il formaggio DOP cresce anche all’estero
Nel mercato italiano dei Formaggi Duri Tipici, il Grana Padano si è confermato al primo posto con una quota del 42,5 per cento su un totale di 142 mila tonnellate commercializzate nel 2024. Il prezzo medio si è attestato intorno ai 17 euro al chilogrammo.
Ma è sul fronte estero che il 2024 ha fatto segnare un nuovo record: sono state esportate 2.685.542 forme di Grana Padano DOP, con un incremento del 9,15 per cento rispetto all’anno precedente. Di queste, l’82 per cento circa è stato destinato ai mercati europei, con un aumento dell’8,13 per cento.
La Germania si conferma il primo mercato con oltre 633 mila forme (+8,12 per cento), seguita dalla Francia con 319 mila forme (+10,55 per cento). I Paesi del Benelux, con 214 mila forme, crescono del 2,41 per cento, mentre la Spagna registra un +10,16 per cento con 163.274 mila forme. Il Regno Unito sale del 6,64 per cento con 149.502 forme e la Svizzera cresce del 3,76 per cento con 146.835 forme. Infine, l’Austria segna la crescita più marcata con un +15,31 per cento, mentre la Svezia chiude a +9,39 per cento con 70.669 forme esportate.
Oltre l’Europa, si contano 668.593 forme spedite nel resto del mondo, con un +10,18 per cento rispetto al 2023. Gli Stati Uniti restano un mercato chiave con 215.037 forme (+10,53 per cento). Infine troviamo il Canada, che registra una crescita del 18,27 per cento, raggiungendo 76.953 forme.
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