Uno studio rivela che le aree verdi di Siviglia ospitano oltre 150 specie di impollinatori, offrendo loro nutrimento e riparo anche durante l’inverno

Tra le distese di cemento delle grandi città possono nascondersi delle oasi di biodiversità capaci di fornire riparo e nutrimento a centinaia di specie animali, a volte anche oltrepassando i limiti stagionali imposti dalla natura nei contesti meno antropizzati. Se in campagna le fioriture si concentrano perlopiù a primavera, nei giardini e nei parchi cittadini dell’Europa mediterranea c’è sempre qualche pianta fiorita: la grande varietà di specie (autoctone e non) selezionate per abbellire le aree verdi urbane, quindi, potrebbe rivelarsi molto preziosa per gli impollinatori. È quello che emerge da un nuovo studio condotto dalla Stazione Biologica di Doñana (un centro CSIC di Siviglia) e dall’Università di Siviglia, che ha rivelato che nei parchi della città vivono più di 150 specie diverse di insetti impollinatori. Che frequentano i fiori per tutto l’anno.
Impollinatori nei parchi urbani di Siviglia: lo studio
Sappiamo che le popolazioni di insetti impollinatori sono in declino, soprattutto negli ecosistemi antropizzati. Ma sappiamo anche, da recenti studi, che livelli moderati di urbanizzazione possono offrire a questi animali habitat addirittura più attraenti di quelli che troverebbero in contesti agricoli. Parchi, giardini, tetti verdi e cortili possono essere preziosi per gli impollinatori. C’è però da capire il loro rapporto con le piante ornamentali, spesso non autoctone e quasi sempre scelte sulla base di considerazioni estetiche e legate alla loro gestione pratica.
Uno studio del 2021, per esempio, ha rivelato che in media l’82% delle specie registrate nei parchi urbani in Spagna non sono autoctone, e anzi risultano specie invasive e potenzialmente pericolose per gli ecosistemi locali. Altri studi precedenti sottolineavano che alcune di queste piante hanno fiori molto attraenti per gli impollinatori e potrebbero competere con le piante autoctone, spingendo gli insetti a favorire la propagazione di specie esotiche a danno di quelle locali. Ancora, comunque, non è ben chiaro come gli impollinatori interagiscano con le specie autoctone e non all’interno di comunità artificiali come quelle delle aree verdi urbane.
Perciò, un team di ricercatori della Stazione Biologica di Doñana e dell’Università di Siviglia ha analizzato più da vicino questa atipica convivenza, e ha scoperto che i parchi di Siviglia sono frequentati da oltre 150 diverse specie di insetti impollinatori.

Oltre la metà degli impollinatori urbani sono api da miele
I ricercatori hanno selezionato 15 parchi cittadini di diverse dimensioni, piuttosto distanti tra loro, ciascuno contenente almeno quattro specie di alberi e arbusti ornamentali da fiore. Il monitoraggio, durato 12 mesi, ha permesso di osservare 8422 visite di impollinatori appartenenti a 155 specie. Come si legge nello studio,
“Oltre tre quarti (79,2%) dei visitatori floreali e più della metà (56,8%) delle specie registrate erano imenotteri. Tra questi, le specie di api rappresentavano il 99,3% delle segnalazioni. L’ape mellifera, A. mellifera, e l’ape carpentiera, Xylocopa violacea Linnaeus, rappresentavano rispettivamente il 46,8% e il 16,4% delle segnalazioni di imenotteri”.
Come spiega Montserrat Vilà, della Stazione Biologica di Doñana,
“Oltre all’ape da miele, la più nota al grande pubblico, abbiamo rilevato una grande varietà di altre api che non formano alveari e conducono una vita solitaria. Questa diversità di api solitarie nei parchi urbani rispecchia quanto si osserva anche nelle aree naturali”.
Anche i ditteri amano i fiori dei parchi: quasi un quinto dei visitatori registrati sono mosche, soprattutto della famiglia dei Sirfidi, che include diverse specie all’apparenza molto simili ad api e vespe, come Episyrphus balteatus e Eristalis similis. Le farfalle, invece, costituiscono il 2,1% dei visitatori floreali, e i coleotteri lo 0,6%.

L’importanza di avere fiori per tutto l’anno
Nei parchi di Siviglia, spiegano i ricercatori, si coltiva un’ampia varietà di piante ornamentali da fiore. Alcune delle specie autoctone più comuni sono il carrubo (Ceratonia siliqua), il rosmarino (Salvia rosmarinus) e l’agnocasto (Vitex agnus-castus). Tra le specie alloctone più diffuse ci sono invece l’arancio amaro (Citrus × aurantium), il mirto crespo (Lagerstroemia indica) e la Lantana camara.
Le risorse floreali, in città, sono disponibili quasi tutto l’anno: alberi e arbusti fioriscono infatti in periodi diversi, favoriti da pratiche di gestione oculate e dalle temperature miti della regione. E la presenza “perenne” di fiori permette anche di studiare come i movimenti degli impollinatori cambino nel corso delle stagioni, un aspetto raramente considerato nelle aree naturali, dove si monitorano gli insetti essenzialmente in primavera.
Il nuovo studio ha rivelato che nei parchi urbani mediterranei gli impollinatori sono presenti per tutto l’anno, anche nei periodi in cui scarseggiano nei contesti naturali. L’attività raggiunge il picco all’inizio della primavera e alla fine dell’estate, spiegano i ricercatori, ma alcune api solitarie raggiungono la massima attività in estate:
“Gli impollinatori erano presenti tutto l’anno e mostravano due picchi: il primo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera; il secondo all’inizio dell’estate per le api selvatiche o all’inizio dell’autunno per mosche e farfalle”,
si legge nello studio. Il verde cittadino, quindi, può favorire la presenza di impollinatori in tutte le stagioni:
“I parchi possono fungere da rifugio grazie al clima invernale mite di Siviglia”,
osserva Vilà. Per attirare questi visitatori floreali, però, è necessario che le piante vengano scelte anche per la loro attrattività per i diversi gruppi di impollinatori: per esempio, mirto, camedrio e agnocasto sembrano eccellenti per le api selvatiche, mentre lavanda e rosmarino sono molto attraenti per le api da miele. D’altro canto, concludono i ricercatori, specie invasive come l’acacia, il caprifoglio giapponese, la robinia e il glicine andrebbero quanto più possibile evitate.
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