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Net-zero: accordo storico per il trasporto marittimo globale

Navi a zero emissioni entro il 2050: l’IMO approva il primo regolamento che fissa limiti obbligatori e meccanismi di compensazione per chi inquina

Il primo regolamento per le emissioni del trasporto marittimo
L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha raggiunto uno storico accordo sulle emissioni del trasporto marittimo: il nuovo regolamento riguarderà tutte le grandi navi di stazza lorda superiore alle 5.000 tonnellate (Foto: IMO)

L’Organizzazione Marittima Internazionale ha appena approvato la bozza del primo regolamento al mondo che fissa un tetto alle emissioni del trasporto marittimo internazionale. Le nuove regole, che entreranno a far parte della Convenzione MARPOL, riguarderanno il 98% del tonnellaggio navale globale.

Il quadro net-zero per il trasporto marittimo prevede l’istituzione di un meccanismo simile a quello dei crediti carbonio: le navi più inquinanti potranno scontare il loro eccesso di emissioni scambiando “crediti” con le navi più virtuose oppure contribuendo al nuovo Fondo Net-Zero dell’IMO, che si occuperà anche di sostenere l’innovazione, la ricerca e le iniziative di transizione nei Paesi in via di sviluppo.

Approvato il primo regolamento net-zero per il trasporto marittimo

L’83sima sessione del MEPC, il Comitato per la protezione dell’ambiente marino dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), ha approvato la bozza di uno storico regolamento net-zero per il trasporto marittimo globale, il primo al mondo a combinare limiti obbligatori e una tariffazione delle emissioni di gas serra per un intero settore industriale.

Il nuovo standard per i combustibili marini sarà adottato formalmente nell’ottobre 2025, per entrare in vigore nel 2027: le misure riguarderanno tutte le grandi navi di stazza lorda superiore alle 5.000 tonnellate, responsabili dell’85% delle emissioni totali di CO2 prodotte dal trasporto marittimo.

L’obiettivo dichiarato dell’Organizzazione Marittima Internazionale è quello di azzerare le emissioni entro il 2050. Come ha sottolineato il Segretario generale dell’IMO Arsenio Dominguez,

“L’approvazione della bozza (…) che impone il quadro IMO a zero emissioni rappresenta un altro passo significativo nei nostri sforzi collettivi per combattere il cambiamento climatico e modernizzare il trasporto marittimo e dimostra che l’IMO mantiene i suoi impegni”.

Il documento uscito dall’ultima sessione del MEPC, con il suo standard sui combustibili e la tariffazione globale delle emissioni, si inserisce in un quadro giuridico internazionale vincolante che prevede già diversi requisiti obbligatori per le navi dei Paesi aderenti.

Navi a zero emissioni entro il 2050: il regolamento
Arsenio Dominguez, Segretario generale dell’IMO, durante l’83sima sessione del MEPC svoltasi a Londra tra il 7 e l’11 aprile 2025 (Foto: IMO)

Navi a impatto zero: cosa prevede il quadro IMO Net-Zero

Il framework net-zero sarà incluso nell’Allegato VI della Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato dalle navi (MARPOL), dedicato alla prevenzione dell’inquinamento atmosferico causato dal trasporto marittimo.

La Convenzione MARPOL, entrata in vigore nel 1983, è stata firmata da 176 Paesi e coinvolge oltre il 98% del tonnellaggio mondiale: tutte le navi battenti bandiera dei Paesi aderenti (e costruite successivamente alla sua entrata in vigore) sono soggette alle prescrizioni MARPOL a prescindere dal luogo in cui navigano.

Secondo la bozza del nuovo regolamento, le navi dovranno essere conformi a uno standard globale per i combustibili, dovranno cioè ridurre la quantità di gas serra emessa per ogni unità di energia utilizzata (GFI). Il calcolo, specifica l’IMO, segue un approccio “well-to-wake”, ovvero tiene conto dell’intero ciclo di vita dei combustibili (produzione, trasporto, distribuzione, etc.).

Le navi che supereranno le soglie GFI dovranno acquistare delle unità correttive per bilanciare le emissioni, mentre quelle con minori emissioni avranno diritto a ricompense, un po’ come già avviene coi crediti di compensazione del carbonio applicati ai settori industriali a maggiore impatto ambientale. Come spiega l’IMO, le navi potranno guadagnare “punti” dopo aver raggiunto determinati requisiti di conformità. Quelle che supereranno la soglia stabilita per le emissioni, invece, potranno acquisire unità da altre navi o pagare per il loro eccesso tramite un contributo al Fondo Net-Zero dell’IMO.

Le risorse del Fondo, specifica l’Organizzazione dell’ONU, saranno utilizzate per premiare le navi a basse emissioni, sostenere l’innovazione, la ricerca e le iniziative di transizione nei Paesi in via di sviluppo e mitigare gli impatti negativi sugli Stati vulnerabili, come i piccoli Paesi insulari e quelli meno sviluppati.

La protezione dell’ambiente e il futuro del trasporto marittimo

La bozza appena approvata sarà ora formalmente distribuita agli Stati membri dell’IMO. L’adozione degli emendamenti è prevista per il prossimo ottobre, mentre le linee guida dettagliate per l’attuazione del regolamento arriveranno nella primavera del 2026, per entrare ufficialmente in vigore l’anno successivo.

Il quadro net-zero per il trasporto marittimo non è l’unico risultato della sessione del MEPC svoltasi a Londra all’inizio di aprile. Il Comitato dell’Organizzazione Marittima Internazionale ha discusso anche una serie di questioni molto urgenti per la protezione dell’ambiente marino. Tra le misure più significative, l’adozione del Piano d’azione 2025 per combattere l’inquinamento da plastica, che prevede la creazione di un database per la segnalazione delle attrezzature da pesca perse in mare e misure obbligatorie per ridurre i rischi ambientali dei pellet di plastica trasportati nei container.

È stata inoltre approvata la proposta di designare l’Atlantico nord-orientale come area di controllo delle emissioni, mentre avanzano i lavori sulla Convenzione sulla gestione delle acque di zavorra e su un regolamento vincolante per il biofouling, l’accumulo di organismi sugli scafi delle navi.

Questi importanti risultati, ha affermato il Segretario Arsenio Dominguez a conclusione dei lavori, riflettono l’incrollabile impegno del Comitato MEPC e la sua capacità di creare un consenso significativo di fronte a sfide complesse. I risultati dell’ultimo incontro, ha concluso Dominguez, daranno forma al futuro del trasporto marittimo.

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Il primo carbon pricing per il trasporto marittimo internazionale
Con l’entrata in vigore del nuovo accordo, prevista per il 2027, le navi più inquinanti dovranno compensare le loro emissioni acquisendo dei crediti oppure contribuendo al Fondo Net Zero istituito dall’IMO (Foto: Envato)

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