Il Consorzio sostiene la 28esima edizione della manifestazione lombarda, “la punta di diamante del formaggio DOP più consumato nel mondo”

Incontri con autori, spettacoli, reading, installazioni artistiche e concerti: questo (e tanto altro) è ciò che Festivaletterura porta ogni anno a Mantova. Precisamente, è dal 1997 che la manifestazione, durante i primi giorni di settembre, ne approfitta per trasformare il territorio lombardo in un vivace punto d’incontro per visitatori, artisti, scienziati, lettori e curiosi provenienti da tutto il mondo.
Ed è per questo che Grana Padano è orgoglioso di inserirsi nel contesto culturale dell’evento portando con sé il suo inconfondibile gusto e sostenendo la 28esima edizione degli incontri con gli scrittori a Mantova. Città che, d’altro canto, è
“la punta di diamante del formaggio DOP più consumato nel mondo”,
come sottolinea Renato Zaghini, Presidente del Consorzio di Tutela. Questo perché delle 5.456.500 forme prodotte nel 2023 più di un quarto è stato lavorato proprio nei caseifici mantovani.
Per l’occasione, tra sabato 7 e domenica 8 settembre, Grana Padano e l’Accademia Gonzaghesca degli Scalchi hanno organizzato incontri gastronomici con un menù capace di mettere al centro due eccellenze del territorio. Parliamo, ovviamente, del medesimo formaggio DOP, ma anche della la Pera Mantovana IGP, per un’esperienza di gusto incredibile in un’atmosfera di festa e cultura.
Le origini della kermesse: un genuinio laboratorio di idee, e a cielo aperto
Il Festivaletteratura di Mantova nasce dalle ceneri di iniziative similari nei Paesi anglosassoni; in particolare, quello di Hay-on-Wye in Galles, nonché l’Hay Festival of Literature & Arts, da cui gli organizzatori si sono ispirati. Non a caso, l’idea della manifestazione prende effettivamente piede quando la Regione Lombardia, nel 1995, incarica un’agenzia inglese specializzata in consulenza per lo sviluppo urbano di esplorare la possibilità di creare un festival letterario. Dopo aver consultato istituzioni pubbliche e realtà produttive locali, arriva l’esordio ufficiale nel 1997.
Da quel momento, il festival non ha fatto che crescere, sia in termini di eventi che di partecipazione. Si stima in effetti che, dalle 15.000 presenze della prima rassegna, si è giunti alle oltre 122.500 presenze dell’edizione 2019.
“È con gioia che saluto la ventottesima edizione di Festivaletteratura, un evento che continua a crescere e rinnovarsi, offrendo alla nostra città, ancora una volta, l’occasione di essere al centro del dibattito culturale e letterario”,
sono le parole del sindaco di Mantova Mattia Palazzi.
Effettivamente, è proprio grazie ai volontari, agli organizzatori, agli sponsor e ai partner come Grana Padano che la kermesse letteraria riesce a diffondere, di edizione in edizione, la cultura su più settori – enogastronomico incluso – “sfruttando” tale valore come prezioso strumento di crescita e coesione sociale.
Grana Padano protagonista dell’evento tra storia, tradizione, degustazioni
Anche quest’anno – dal 4 all’8 settembre – piazze, chiese e palazzi sono divenuti dunque la cornice di laboratori e incontri di vario genere, come quello con il Consorzio di Tutela Grana Padano che, felice di sostenere la manifestazione, rinnova la propria partnership con una partecipazione distintiva e peculiare. Attraverso ovvero un evento ideato e condotto dall’Accademia Gonzaghesca degli Scalchi, Grana Padano DOP e Pera Mantovana IGP sono stati tra i protagonisti della manifestazione.
L’obiettivo? L’Accademia, il Consorzio di Tutela e l’evento mirano a far riscoprire al pubblico del Festival il Grana Padano DOP abbinato alle pere, con l’intento di promuovere poi questo specifico abbinamento fino alle tavole domestiche e ai menù della ristorazione. Ideatore della distintiva iniziativa il Professor Gianni Moriani, già docente all’Università Cattolica di Roma e all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha ideato il Master in Cultura del Cibo e del Vino.

Il legame del formaggio DOP con la città d’arte dei Gonzaga
Ogni incontro, inserito nel calendario degli eventi collaterali del Festival, è iniziato con una panoramica sull’antica storia del Grana Padano DOP, dalla sua creazione nell’Abbazia di Chiaravalle nel 1135 fino al suo successo gastronomico internazionale.
In aggiunta al particolare rilievo dato al sopracitato abbinamento con le pere, spiccano inoltre gli approfondimenti in merito alle diverse stagionature del formaggio a Denominazione di Origine Protetta. Il menù delle degustazioni, difatti, ha incluso tre fasi di maturazione differenti: 10-12 mesi, 20-24 mesi e oltre 30 mesi. Ognuna di esse, ha ovviamente aperto un conseguente dialogo sulle diverse sfumature di sapori, odori e granulosità.
Un legame, quello tra Grana Padano e la città d’arte lombarda, che supera i confini del palcoscenico condiviso con orgoglio durante il festival. Il fatto che più di un quarto delle forme prodotte nel 2023 sia stato lavorato proprio nei caseifici mantovani, nelle antiche terre governate dai Gonzaga, denota una
“ricchezza cresce ogni anno, qualifica la zona di produzione e nuovamente coglie l’opportunità offerta dal Festival di organizzare eventi che valorizzino una realtà così importante e le sue tradizioni presentandole con formule in grado di soddisfare i gusti e la domanda dei consumatori di oggi”,
come sottolineato da Renato Zaghini.
La visita di Alex Zanardi per Grana Padano al Festivaletteratura di Mantova nel 2019
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